Come eliminare i pidocchi: i migliori rimedi

Con il rientro a scuola, uno dei maggiori timori dei genitori è costituito dall'infestazione di questi piccoli parassiti. Vediamo come porvi rimedio in poche e semplici mosse

La riapertura delle scuole è ormai imminente. Tra i problemi con i quali spesso i genitori sono costretti a che fare, vi è anche quello legato ai pidocchi. Questi parassiti minuscoli di colore bianco-grigiastro colpiscono infatti soprattutto i bambini in età scolare, caratterizzandosi per una rapida capacità di diffusione spesso indipendente dall'ambiente e dall'igiene personale. 

I pidocchi si nutrono pungendo la parte del corpo colpita (cuoio capelluto, corpo o pube), sulla quale depositano un particolare liquido che provoca un intenso prurito. Essi inoltre, poiché non possono sopravvivere a lungo lontani dall'ospite, vivono quasi esclusivamente sul corpo umano: gli animali domestici,ad esempio, non rappresentano una fonte di trasmissione per l'uomo, così come i pidocchi umani non vengono trasmessi agli animali. 

La loro infestazione è più probabile nei luoghi molto frequentati dove maggiori sono le occasioni di contatto, come appunto scuole, colonie, oratori e palestre.

Riconoscere un'infestazione da pidocchi (pediculosi)

La pediculosi presenta principalmente due sintomi: arrossamento cutaneo, soprattutto nella zona delle orecchie e sulla nuca, e prurito al cuoio capelluto. In commercio sono disponibili molti prodotti contro questa infestazione, con polveri, creme, mousse, gel e shampoo che devono essere opportunamente prescritti da un medico. 

La pediculosi, inoltre, non può essere prevenuta: non solo usare i prodotti antiparassitari a scopo preventivo non rende immuni dall'infestazione, ma risulta anche dannoso.

Affrontare l'infestazione da pidocchi

Per eliminare l'infestazione occorre seguire scrupolosamente le indicazioni del prodotto scelto per il trattamento. Ecco, passo passo, come affrontare ed eliminare l'infestazione da pidocchi:

  1. Per prima cosa, con l'aiuto di un pettine a denti fitti e di una lente di ingrandimento, ispezionate accuratamente il cuoio capelluto in un ambiente ben illuminato in modo da individuare l'eventuale presenza di pidocchi e uova (lendini), con quest'ultime che, tonde e bianche, possono talvolta essere confuse con la forfora: Tuttavia le uova dei pidocchi, a differenza della forfora, non si staccano dal capello quando lo si fa scorrere tra le dita, poiché vi sono tenacemente attaccate da una particolare sostanza adesiva.
  2. Una volta accertata la presenza di pidocchi e uova, è necessario applicare su tutto il cuoio capelluto e sui capelli un prodotto antiparassitario specifico. I prodotti più efficaci sono quelli a base di piretroidi sintetici (permetrina, fenotrina, deltametrina e sumitrina), il malathion (non indicato nei bambini di età inferiore a 6 anni) e le piretrine naturali (che, però, non uccidono tutte le uova, con l'applicazione che deve essere ripetuta dopo 7-10 giorni), ma è importante consultare prima il pediatra per farsi prescrivere maggiormente idoneo al caso specifico.
  3. Dopo il trattamento, usate un pettine in acciaio a denti molto fitti per rimuovere le uova, pettinando accuratamente ciocca per ciocca e partendo dalla radice del capello. Per facilitarne l'eliminazione, bagnate il pettine o, meglio ancora, tutta la capigliatura con una soluzione al 50% di acqua e aceto, efficacissima per diminuire l'adesione delle uova al capello. 
  4. Per eliminare il rischio di una re-infestazione, è importantissimo lavare e disinfettare abiti, cappelli e lenzuola (in genere a 60°C, ma per le lenzuola va bene anche un lavaggio a 90 °C), così come pettini, spazzole, accessori per capelli e fermagli (in acqua bollente con sapone, lasciandoli a bagno per almeno un'ora). Se pensate che l'infestazione possa essersi estesa anche ad oggetti che non possono essere lavati, conservateli per 2 settimane in sacchetti di plastica chiusi e sigillati.
  5. Infine, ripetete il trattamento, a seconda del prodotto specifico utilizzato, dopo 2, 7, 8 o 10 giorni.

Accorgimenti e falsi miti

  • E' consigliabile attuare una sorveglianza accurata con ispezioni settimanali, in particolare sulla nuca e dietro le orecchie, anche quando il bambino non ha sintomi, in modo da individuare precocemente il problema.
  • Applicate i prodotti per trattare l'infestazione seguendo rigorosamente le istruzioni scritte nella confezione, facendo particolare attenzione al tempo di posa e alle modalità di risciacquo. Al trattamento bisogna far sempre seguire l'uso di un pettine a denti fitti per rimuovere le eventuali uova sopravvissute.
  • Prodotti naturali come l'aceto, la maionese e altri rimedi popolari non sono efficaci nel debellare la pediculosi. L'aceto è infatti utile solo per staccare più facilmente le uova dai capelli.
  • Il trattamento è necessario solo se esiste una reale infestazione: non esistono infatti prodotti preventivi.
  • In caso di infestazione da pidocchi non è necessario tagliare i capelli.
  • I pidocchi adulti sopravvivono solo sulla testa umana, mentre nell'ambiente sopravvivono solamente un paio di giorni (e al freddo anche meno). Le uova invece sopravvivono oltre le due settimane e, se non eliminate, possono facilmente riavviare l'infestazione.
  • Il pidocchio non è indice di scarsa igiene: in realtà, vengono attaccati più facilmente i capelli lavati eccessivamente, soprattutto se sottili e chiari. Al contrario, i capelli unti rendano più difficoltoso l'attecchimento delle uova.
  • Il pidocchio non salta da una testa all'altra. Questi parassiti non possono sposarsi autonomamente: per il contagio è necessario il contatto diretto fra capelli oppure il contatto con biancheria e/o effetti personali contaminati (come pettini, spazzole, fermagli, sciarpe, cappelli, asciugamani, cuscini…).

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