Rissa tra detenuti nella sala colloqui del carcere, ferito un agente

L'episodio di "inaudita violenza" davanti a donne e bambini denunciato dal Cosp, il sindacato di polizia penitenziaria: "Manca personale, sicurezza a rischio"

La sola buona notizia è che a rimetterci, almeno fisicamente, non siano stati i bambini e le donne che erano andati a trovare i loro familiari. Perché la violenta rissa scoppiata sabato 16 marzo tra due detenuti nella sala colloqui delle Sughere avrebbe potuto anche avere conseguenze peggiori se gli agenti in servizio nel carcere di Livorno non fossero riusciti prontamente a intervenire. Scene che il sindacato di polizia penitenziaria Cosp definisce raccapriccianti, di inaudita violenza, tanto che uno dei due carcerati è finito in ospedale con diversi traumi, mentre un agente è rimasto lievemente ferito a un braccio nel tentativo di dividere i due contendenti.

Il regolamento di conti in sala colloqui

All'origine della rissa, probabili vecchie ruggini tra due nordafricani: un regolamento dei conti che ha creato scompiglio proprio laddove i detenuti ricevono le visite delle famiglie, e che quindi si presuppone debba essere più tranquillo e maggiormente controllato. E invece, secondo il Cosp, al di là che Le Sughere rappresentino "un fronte caldo nel panorama carcerario nazionale afflitto da enormi criticità e disagi", proprio in sala colloqui si verifica una "scarsezza di personale addetto alla sicurezza, certamente sottodimensionato nel numero di addetti previsti".

La denuncia del Cosp: "Carenza di personale, solidarietà all'agente"

"Più volte siamo intervenuti anche con azioni di pubblica protesta in ordine alle ben note carenze strutturali e organizzative del complesso penitenziario di Livorno - dice il leader del sindacato autonomo, Domenico Mastrulli -. All'interno delle Sughere c'è uno stentato riconoscimento dei diritti sindacali e l'ennesimo episodio ai danni della polizia penitenziaria lo dimostra". "Coloro che gestiscono la vita detentiva di soggetti particolarmente problematici e non solo - continua Mastrulli - si assumano una buona volta la responsabilità di quanto successo".

Il Cosp esprime inoltre piena solidarietà all'agente nuovamente infortunato dopo il rientro in servizio a causa di una precedente grave aggressione: "Ci auguriamo - dichiara infine Mastrulli - provvedimenti disciplinari e penali esemplari nei confronti di chi si è macchiato oggi di un grave, vile e gratuito gesto criminale in un luogo, quello del reparto colloqui, dove dovrebbero viversi momenti di vicinanza e familiarità".

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