Claudio Luciano è tornato a casa, parla la moglie Barbara: "Così ho ritrovato mio marito"

Scomparso da casa domenica 1 aprile, l'uomo si trovava in Corsica senza più soldi. La compagna: "Ho trovato il modo di farmi chiamare per rintracciare il cellulare. Adesso siamo felici"

Claudio e Barbara in una foto profilo di Facebook

"E' stata una grande gioia vederlo scendere dalla nave perché tutti noi non ci davamo pace per quanto stesse accadendo". Pace che, adesso, Barbara Loffredo ha finalmente ritrovato dopo aver riabbracciato suo marito Claudio Luciano, tornato a casa a venti giorni di distanza da quando, volontariamente, se ne era allontanato, lasciando solo un biglietto senza una vera e propria spiegazione. 

Giorni inteminabili, per la donna così come per i figli di 14 e 22 anni, in cui si sono susseguiti appelli via Facebook e, in tv, alla trasmissione "Chi l'ha visto", durante la quale Barbara implorava il marito di farsi vivo "anche per dire soltanto che sta bene". Adesso questa brutta storia ha avuto un lieto fine, visto che Claudio è tornato a Livorno nella mattina del 19 aprile su un traghetto proveniente dalla Corsica. Ad accoglierlo i familiari con in testa la moglie:  "Adesso è tutto sistemato, Claudio era provato come giusto che sia, ma non voglio parlare di altro perché i problemi si risolvono in famiglia".

L'appello della moglie a "Chi l'ha visto": "Claudio ti prego torna"

Ma come è avvenuto il contatto? Barbara ha usato uno stratagemma che alla fine è risultato vincente: "Mi scriveva delle mail alle quali però non rispondevo perché volevo stimolarlo a prendere con noi un contatto telefonico. E così è accaduto visto che ieri (18 aprile, ndr) mi ha chiamato dicendo che voleva tornare, ma non aveva i soldi per farlo visto che la carta di credito era stata bloccata".

A quel punto sono entrate in gioco la polizia francese, quella italiana e il consolato italiano in Corsica: "Ho consigliato a Claudio di mettersi in contatto con le autorità locali perché loro avrebbero trovato la soluzione migliore. E alle 20 mi ha chiamato il commissariato di Livorno dicendomi che sapevano dove fosse mio marito e se noi potevamo procurargli un biglietto di ritorno". Quelle parole sono state come una come una liberazione per la famiglia: "Ne abbiamo comprato uno e glielo abbiamo inviato scannerizzato così Claudio si è potuto imbarcare tranquillamente e intorno alle 12.30 del 19 aprile è arrivato a Livorno. I nostri figli se lo sono coccolati tutto perché anche loro hanno vissuto malissimo questa situazione". 
 

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