Elezioni 2019, Bacci: "Messo da parte dal Pd, a Livorno tifo per Salvetti"

Il sindaco di Collesalvetti fa una disamina in vista delle amministrative di maggio e spiega perché ii democratici non l'hanno tenuto in considerazione

Nel calcio, in genere, il numero 10 è portato dai grandi campioni: Del Piero alla Juventus, Maradona al Napoli o Protti al Livorno giusto per fare qualche esempio. A Collesalvetti invece il 10 è stato indossato dal sindaco Lorenzo Bacci che, per dieci anni, ha ricoperto questa carica ottenendo un ampio consenso tra la popolazione colligiana. Che ha dimostrato tutto il suo affetto nei confronti del primo cittadino in occasione del suo discorso di fine mandato. I cartelli con la scritta "Grazie Lorenzo" ne sono la testimonianza. Per Bacci, che sta per finire il suo doppio mandato, è adesso momento di voltare pagina e di guardare la futuro. 

Sindaco, partiamo da Collesalvetti. In questi dieci anni qual è il tuo più grande rammarico?
"Il non poter inaugurare la scuola di Nugola. Doveva essere pronta circa due anni fa poi a causa di numerosi misunderstanding non è stato possibile realizzare quanto voluto. Tuttavia adesso gli uffici hanno avuto il via libera quindi pur non potendola inaugurare di persona sono felice che si sia trovata una soluzione". 

E invece di cosa va più fiero?
"Non sono mai stato visto come un nemico dei cittadini, anzi. Ho sempre cercato di fare i loro interessi come dimostrano la gestione della tassazione e i dati sul lavoro con il nostro Comune davanti alla realtà livornese e in linea con la Toscana". 

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Parlando della realtà livornese, non le sarebbe piaciuto diventare sindaco di Livorno?
"Cinque anni fa ci sono state tutte le condizioni ma ho preferito portare avanti il mio impegno qui a Collesalvetti. I sondaggi dicevano che ero avanti ma sono contento della scelta fatta. Aver fatto il sindaco qui non mi fa sentire inferiore a nessuno e le competenze apprese sono le stesse che potevo apprendere a Livorno perché la macchina amministrativa funziona nella stessa maniera. Faccio comunque il mio in bocca al lupo a chiunque sarà il prossimo sindaco". 

Nogarin ha deciso di candidarsi alle Europee. A lei questa idea è passata per la testa?
"Avevo più pensato alle Politiche, ma da quanto mi risulta non mi sembra che il Pd abbia lasciato tanti spazi aperti per le Europee. Ha preferito portare avanti i candidati uscenti cercando nominativi di livello nazionale per riempire le liste". 

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Si sente messo da parte dal Pd?
"Da qualche mese a questa parte sono stato messo ai margini della vita politica del partito. Il perché penso risieda nel fatto che ho l'abitudine di ragionare con la mia testa senza farmi comandare da nessuno. Invece ora si cercano solamente figure funzionali che non si espongano in prima linea". 

Cosa pensa di Salvetti? Ce la farà a divenare sindaco?
"Glielo auguro e penso che sia il candidato giusto per Livorno. E' una persona che mediaticamente attrae molto consenso e quello che non ha a livello di competenze amministrative spero gli possa essere dato dalla squadra che lo circonderà. Mi amareggia non aver avuto un ruolo nel determinare questo percorso. Guardo da spettatore e da sostenitore del centrosinistra".

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In cosa ha fallito il Pd cinque anni fa a Livorno?
"Ormai era percepito come un organismo non inserito nelle dinamiche della quotidianità ma come un qualcosa di esterno. Se non sei dentro certe dinamiche sociali, mediatiche e comunicative sei fuori. I suoi avversari hanno spinto molto su questi aspetti e alla fine hanno vinto": 

Come giudica l'operato dei 5stelle?
"Aveva fatto leva sul cercare di risovlere i problemi che erano stati creati dalle precedenti amministrazioni, ma poi si è bruciato con il passare del tempo. Avevo pensato che con Nogarin si potesse instaurare un buon diagolo a differenza di quanto successo con Cosimi invece ho trovato una porta chiusa a doppia mandata. I Cinquestelle hanno avuto la fortuna di trovarsi al posto giusto nel momento giusto visto che il Pd era poco appetibile ma non vinceranno nuovamente". 

Cosa c'è nel futuro di Bacci?
"Ritorno alla dimensione con una cooperativa sociale di Collesalvetti. Poi sono aperto a tutto esattamente come successe dieci anni fa quando mi ritrovai a fare il sindaco senza che me lo aspettassi. La dimensione politica ti appartiene sempre a prescindere dal mestiere che si fa". 

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