Caso Arnaboldi, concessi ulteriori 30 giorni a Franco per sgomberare casa

Il mese di tempo scatterà non appena il custode Giacomo Boni notificherà la decisione del giudice. Intanto l'agricoltore continua con il trasloco dei suoi effetti personali

Era il 23 luglio quando Franco Arnaboldi, l'uomo a cui lo stato italiano deve oltre 800mila euro come stabilito dalla Corte europea dei diritti dell'uomo, iniziò sgomberare la sua casa a Collemezzano (Cecina) dopo lo sfratto del 3 luglio. Per l'agricoltore portare via gli effetti personali dalla sua ex abitazione, costruita con anni di duro lavoro e poi svenduta all'asta, è stato, per sua stessa ammissione, "una vera sofferenza". Tuttavia, a inizio agosto per il 78enne è arrivata una buona notizia, se di buona si può parlare in questa vicenda ai limiti del paradossale. Ad Arnaboldi infatti sono stati concessi altri 30 giorni di tempo per sgomberare la sua casa in quanto il custode non ha depositato l'intimazione come per legge, dalla quale decorrono i trenta giorni. 

I 30 giorni concessi ad Arnaboldi 

Sono stati l'agricoltore su Change.org e l'avvocato Biagio Riccio (che opera insieme a Caterina Farinelli e Jessica Sartini) ad annunciare questa importante novità. Riassumendo in parole povere, Franco può continuare a sgomberare casa e quando il custode Giacomo Boni si deciderà a notificare la decisione del giudice, al 78enne saranno concessi altri trenta giorni come stabilito nell'udienza del 31 luglio: "Il custode - si legge - deve depositare l'intimazione già notificata al debitore (Arnaboldi, ndr), specificando specificando ancora una volta che il termine dei 30 giorni per l’asporto dei beni mobili  decorre dalla notificazione dell'atto di intimazione al debitore esecutato". 

Arnaboldi: "Bene, ma l'odissea continua" 

Piccola soddisfazione per il 78enne che, intanto, continua nelle operazioni di sgombero. L'appartamento a Collemezzano ormai è stato svuotato e rimangono solamente gli oggetti più ingombranti come il tavolo da biliardo. Il tutto è stato reso possibile grazie all'aiuto di molte persone e dell'amministrazione comunale che sono sempre state al fianco di Arbaboldi. Che è felice per i nuovi 30 giorni, ma continua a definire la sua situazione come "un'odissea, un calvario e un perverso cammino"

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