Smantellata banda che riforniva di cocaina l'isola d'Elba, a capo un commerciante di saponi: otto arresti

Operazione della guardia di finanza che ha stroncato un giro di affari di oltre 200mila euro. Il negozio dell'esercente, secondo quanto emerso dalle indagini, fungeva da quartier generale

Un commerciante di saponi e altre sette persone, tra cui il componente di una famiglia amministratrice di un hotel di lusso, sono stati arrestati, nella mattina del 13 maggio, all'isola d'Elba in quanto sono stati ritenuti responsabili di spaccio di cocaina su tutto il territorio. Il "capocordata", secondo quanto emerso dalle indagini condotte dalla guardia di finanza, sarebbe stato proprio l'esercente che nell'ufficio direzionale del suo negozio aveva creato un vero e proprio "quartier generale". Il giro di affari stroncato ammonta a circa 200mila euro e tutti gli arrestati, su ordinanza della procura della Repubblica di Livorno e ammessa dal Gip del tribunale, sono finiti agli arresti domiciliari. 

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Le indagini delle fiamme gialle sono iniziate con l'arresto di un tassista elbano che è stato trovato in possesso di oltre 80 grammi di cocaina. Successivamente, grazie a numerose intercettazioni telefoniche e ambientali, è stato possibile scoprire il giro di affari dei trafficanti e la "macchina organizzativa" che vi era dietro. Il commerciante di saponi infatti, secondo quanto emerso, nonostante il suo impegno nel settore del commercio di detersivi, non si sarebbe fatto scrupoli nel frequentare pluripregiudicati e tramite una fitta rete di contatti, che il più delle volte comprendeva anche mogli e compagne dei suoi complici, riforniva di stupefacente tutta l'isola. Per tentare di non farsi intercettare, il termine cocaina non veniva mai utilizzato, ma i malviventi parlavano di "vino spumante" e ogni bottiglia corrispondeva a due etti di droga. Al termine dell'operazione denominata "Soap e drugs", che ha visto il coinvolgimento di 27 finanzieri e quattro cani antidroga, oltre agli arrestati sono state identificate 27 persone di cui tre segnalate all'autorità giudiziaria e 24 a quella prefettizia per violazioni alla normativa antidroga.

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