Isola d'Elba, scoperti attracchi fuorilegge nel golfo di Mola: sequestrata un'imbarcazione

Maxi operazione della guardia costiera: recuperate oltre 10 tonnellate di materiale utilizzato per l'approdo abusivo, confiscata una barca

Quattro giorni di immersioni, oltre 10 tonnellate di materiale utilizzato per approdi abusivi messe sotto sequestro e una barca confiscata: è questo l'esito dell'imponente operazione nel golfo di Mola, all'Isola d'Elba, messa in atto dall'11 al 14 marzo dalla capitaneria di porto di Portoferraio insieme al V nucleo sommozzatori della guardia costiera di Genova e all'ufficio marittimo dei comuni di Porto Azzurro e di Capoliveri. L'attività di polizia marittima a tutela dei fondali marini e dell'ambiente ha permesso così di ripulire da blocchi in calcestruzzo e paletti metallici illegalmente utilizzati per l'ancoraggio abusivo: interessati, nel complesso, uno specchio d'acqua vasto circa 242mila metri quadrati, per un perimetro di 1,47 miglia nautiche, ed un'area di litorale di circa 2mila metri quadrati.

Il maxi sequestro nel golfo di Mola contro gli ormeggi abusivi

La fase di perlustrazione si è svolta con l'ausilio di un mezzo nautico della guardia costiera, attraverso numerose immersioni subacquee compiute dai sommozzatori provenienti da Genova. Le immersioni hanno dunque consentito di individuare e riportare in superficie, grazie ad appositi palloni di sollevamento, numerosi corpi morti di notevoli dimensioni, tutti in calcestruzzo, sui quali erano stati fissati ganci metallici che avrebbero consentito a numerose unità da diporto di ancorarsi in assenza di qualsiasi autorizzazione. Basamenti che, tra l'altro, rappresentano un doppio pericolo: per la navigazione, in quanto spesso non segnalati, e per l'ambiente, considerata l'alterazione del fondale marino. Un'operazione che ha portato al sequestro di 10 tonnellate di materiale prelevate dal mare e altre 1,5 dal litorale, dove sono stati sradicati circa 110 paletti anch'essi destinati all'ormeggio abusivo. Tutto il  materiale ritrovato è stato recuperato con l'aiuto di personale e mezzi meccanici del comune di Porto Azzurro e del cantiere navale 'golfo di Mola' che ha inoltre messo a disposizione aree per il deposito di quanto recuperato.

Confiscata una barca ormeggiata illegalmente

"Tutti i presunti abusi accertati sono stati doverosamente segnalati alla autorità giudiziaria di Livorno - dicono dalla capitaneria di porto di Portoferraio - sono stati effettuati su un bene paesaggistico ricadente in area di interesse del parco nazionale dell'arcipelago toscano, dunque in una zona di protezione speciale nonché sito di interesse comunitario rientrante nella direttiva 92/43 cee habitat". Durante l'operazione, inoltre, è stato individuato un proprietario di un natante da diporto ormeggiato nell'area controllata, la cui imbarcazione è stata sequestrata. "L''operazione - si legge infine nel documento redatto dalla capitaneria - costituisce un importante risultato conseguito dal personale della guardia costiera nell'ambito delle attività di controllo e prevenzione a tutela dell'ambiente marino e delle coste, oltre che di vigilanza del demanio marittimo".

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