Gorgona, Papa Francesco scrive ai detenuti: "Siamo tutti peccatori, ma Dio ci perdona sempre"

Il cardinale Simoni nella casa circondariale dell'isola con la risposta di Sua Santità ai carcerati: "Guardate con fiducia al futuro". Il direttore Mazzerbo: "Giornata di grande conforto"

Avevano scritto a Papa Francesco per raccontare al Pontefice il personale percorso "di riscatto e di rieducazione" che avviene attraverso un lavoro dignitoso dal quale ricavano anche "un piccolo sostentamento". E quella lettera, inviata tempo fa dai detenuti del carcere di Gorgona, ha finalmente ricevuto risposta: una missiva di Sua Santità consegnata sabato 22 giugno ai carcerati dal cardinale Ernst Simoni, canonico onorario del Duomo di Santa Maria del Fiore di Firenze, che ha fatto visita ai circa 90 ospiti del penitenziario, agli oltre 25 agenti che ci lavorano e agli abitanti dell'isola che hanno potuto assistere alla messa celebrata dal porporato.

La lettera del Papa ai detenuti del carcere di Gorgona

"Conosco la situazione non sempre facile delle carceri – scrive Papa Francesco nella lettera - pertanto non manco di esortare sempre le comunità ecclesiali locali a manifestare concretamente la vicinanza materna della Chiesa in questi luoghi di dolore e redenzione". "Tutti noi facciamo sbagli nella vita e tutti siamo peccatori - continua il Pontefice -. E tutti noi chiediamo perdono di questi sbagli e facciamo un cammino di reinserimento, per non sbagliare più. Quando andiamo a chiedere perdono al Signore, Lui ci perdona sempre, non si stanca mai di perdonare e di risollevarci dalla polvere dei nostri peccati".

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Papa Francesco: "Guardate con fiducia al futuro"

Nella lettera, il Papa esprime il proprio ringraziamento per le tante persone che sono al fianco dei detenuti di Gorgona e che operano confortando e sostenendo chi sta intraprendendo un cammino di cambiamento. Perché questa deve essere la funzione del carcere, misura cautelare sì punitiva ma al tempo stesso luogo dove si deve cercare di recuperare le persone e guidarle al reinserimento nella società. "Da parte mia - scrive ancora Papa Francesco - vi incoraggio a guardare al futuro con fiducia, proseguendo con il prezioso aiuto del vostro cappellano e degli altri educatori il percorso di rinnovamento interiore, sostenuti dalla fede e dalla speranza che il Signore, ricco di misericordia, ci è sempre accanto"

Carlo Mazzerbo: "Giornata di grande conforto per i detenuti"

"È stato un momento importante per diversi motivi - il commento del direttore del carcere, Carlo Mazzerbo, a Radio Vaticana Italia -, perché era attesa la risposta del Papa; un momento di grande conforto per tutti. È stata tutta una giornata all'insegna dell'emozione e della grande partecipazione soprattutto nell'accogliere il cardinale Simoni che ha una storia che tocca in particolare chi sconta una pena".  "Un detenuto che si reinserisce, un detenuto che si recupera - spiega Mazzerbo - serve alla sicurezza sociale, rende una società più sicura. Il tentativo che facciamo è di far sentire i detenuti parte di una comunità perché qui passa il concetto di recupero. Tutti viviamo in uno stesso scoglio con difficoltà che ci accomunano e questo abbatte di molto le contrapposizioni".  

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