Niccolini-Palli, la rabbia degli studenti: "Criticità soltanto in un'aula? Non è vero, venite a vedere". FOTO

I ragazzi alzano la voce: "Allucinante andare a scuola e finire in ospedale. Siamo stufi, vogliamo studiare in classi almeno decenti"

Questa volta vogliono essere ascoltati. Perché non ne possono più di sentirsi dire che, fatta una sola eccezione, la loro scuola non presenta particolari criticità. "Tutte bugie, qui crolla tutto a pezzi - dicono -. E se non ci credete potete venire a vedere voi stessi". Ad alzare la voce sono gli studenti del Niccolini-Palli che, prima di unirsi al corteo dei ragazzi delle scuole superiori livornesi, venerdì 11 ottobre si sono ritrovati davanti alla sede di via Goldoni denunciando una situazione insostenibile, tanto che dopo otto ragazzi costretti a ricorrere alle cure ospedaliere per irritazioni e difficoltà respiratorie dovure presumibilmente alla presenza di muffe, anche una professoressa avrebbe accusato fastidi nella giornata di giovedì. "È allucinante andare a scuola e finire in ospedale per colpa della stessa scuola - sostengono ancora -. Per fortuna la nuova dirigente scolastica ci è vicina e si batte con noi, ma è la politica che deve fare qualcosa. Siamo stufi di studiare in queste aule, vogliamo delle classi almeno decenti". 

Politica sorda e cieca, così è impossibile provvedere

Le foto parlano da sole, non c'è molto altro da scrivere. Ci sarebbero però da fare le dovute considerazioni, che non spettano né ai giornalisti, né ai tuttologi. Piuttosto agli studenti, le prime vittime di una scuola che non funziona. Peccato che, quando questi alzano la voce, invece di essere ascoltati spesso sono considerati alla stregua di bambini viziati, se va bene, o burattini manovrati dai grandi, quando si vuole negare loro un pensiero proprio. Vittime, però, lo sono anche certi grandi, tra cui gli insegnanti e il personale di servizio, costretti a vivere in ambienti insalubri che, in qualsiasi altro posto di lavoro, non sarebbero altrettanto tollerati. Anche loro hanno diritto di reclamare un miglioramento delle proprie condizioni, e anche loro devono essere ascoltati. Dalla politica, certo, la quale sì è in dovere di fare delle considerazioni e provvedere a garantire il diritto allo studio dei ragazzi sotto ogni aspetto, sicurezza compresa. Politica che, prima di provvedere, tuttavia dovrebbe almeno vedere. E a volte non servono neppure troppi sopralluoghi, basta ascoltare e guardare qualche foto. 

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