Shangai, strage evitata grazie al coraggio di una poliziotta: "Gli ho solo detto di pensare ai bambini"

Il racconto di Valeria Norfini, la donna in divisa che ha salvato decine di vite nella notte tra sabato e domenica 14 luglio convincendo un uomo ad aprire la casa satura di gas: "Era disperato, ma non voleva fare del male"

"Ho iniziato a parlare con lui, mi sono fatta spiegare la sua situazione e gli ho detto che la vita spesso ti prende a schiaffi, ma la speranza c'è sempre, e che se avesse deciso di far scoppiare tutto, sarei rimasta comunque al suo fianco". Sono state le parole del sovrintendente capo della polizia, Valeria Norfini, 50 anni e da 30 in servizio sulle volanti, a evitare la possibile esplosione di un palazzo di quattro piani - e insieme una probabile strage -, la notte tra sabato 13 e domenica 14 luglio, a Shangai.

Apre il gas per farla finita, ci ripensa e chiama la polizia: venti famiglie in salvo

Là, nella sua abitazione, si era barricato un uomo di 46 anni, disperato, intento a farla finita. Per questo, dopo aver stoppinato le finestre e lasciato un biglietto sotto la porta, aveva aperto la bombola del gas che in poco tempo aveva invaso l'appartamento. Ma le rassicuranti parole spese dall'agente Norfini lo hanno convinto a tornare sui suoi passi, scongiurando così il peggio. "Quando ha aperto la porta si è messo a piangere a dirotto - confessa Norfini (nella foto) -, era disperato. Sono andata a trovarlo all'ospedale e l'ho trovato decisamente più sereno e sollevato dal fatto che nessuno si fosse fatto del male". È stato fatto un bel lavoro di squadra, tutti noi formiamo un gruppo ben assortito". 

valeria norfini-2Il racconto di Valeria Norfini: "Abbiamo sentito subito la puzza di gas ed evacuato i palazzi"

Il racconto del sovrintendente capo della polizia inizia dalla chiamata ricevuta in centrale: "Dopo pochi minuti eravamo già sul posto e abbiamo sentito subito un forte odore di gas. Siamo saliti al quarto piano del palazzo e abbiamo iniziato a chiamare l'uomo che aveva minacciato di far saltare in aria tutto - racconta Norfini -. In un primo momento non ci ha risposto, ma abbiamo trovato un biglietto sotto la sua porta d'ingresso. Diceva di essere finito e di non avere altra scelta". "C'era scritto: 'Non entrate altrimenti faccio saltare il palazzo. Mi scuso, perdonatemi per quello che sto facendo e non accendete fiamme'. Insomma, il suo intente era sì di farla finita, ma non voleva coinvolgere altre persone".

Norfini spiega quindi come ha agito in quei concitati momenti per far evacuare i palazzi nella più totale sicurezza. "Abbiamo bussato alle porte per svegliare la gente senza suonare i campanelli - dice -, perché volevamo evitare qualsiasi tipo di scintilla. Eravamo in quattro e ci siamo divisi i compiti per far sì che tutto si svolgesse nel minor tempo possibile perché si rischiava una strage. Io sono rimasta sul pianerottolo del quarto piano, cercando di parlare con l'uomo che non mi rispondeva".

"Era solo, disperato e voleva parlare con una donna"

Una volta evacuati i palazzi, ecco arrivare la parte più difficile: stabilire un contatto con l'uomo e convincerlo a desistere dalle sue intenzioni. "Non voleva parlare con i miei colleghi - continua Norfini -, ma quando ha sentito che dall'altra parte della porta c'era una donna ha iniziato a dialogare con me. Voleva che restassimo da soli, così mi sono tolta il cinturone e illuminata il viso con una torcia per far vedere che non c'era nessun'altro". È stato a quel punto che è stata fondamentale la sensibilità di una donna, oltre che agente di polizia con un'esperienza trentennale, per comprendere la crisi e il dramma di un uomo convinto di non avere più speranze. "Mi ha chiesto di portare via tutti perché aveva intenzione di farla finita - spiega Norfini - e quando ha finito di parlare gli ho solo detto che la vita spesso ti prende a schiaffi, ma la speranza c'è sempre. E che se avesse deciso di far scoppiare tutto, sarei rimasta comunque al suo fianco". L'uomo a quel punto è tornato sui suoi passi e, piangendo a dirotto, ha infine aperto la porta: "L'ho bloccata con il piede per evitare che la potesse richiudere e una volta all'interno mi si è buttato tra le braccia in lacrime". 

"Ottimo lavoro di squadra, i colleghi mi hanno offerto un tiramisù"

Chiusa la bombola del gas e aperti gli avvolgibili, sono quindi arrivati i vigili del fuoco a mettere in sicurezza l'area. Norfini, da 30 anni nella Squadra Volante diretta dal Claudio Cappelli, non vuole comunque prendersi tutti i meriti della riuscita dell'intervento: "Abbiamo fatto un ottimo lavoro di squadra - afferma Norfini - operando tutti insieme nel miglior modo possibile. Quando sono uscita dall'appartamento avevo male allo stomaco perché avevo inalato troppo gas. I miei colleghi sono stati molto carini e appena mi sono ripresa mi hanno offerto un tiramisù".  "Il giorno dopo - conclude la sovrintende capo della polizia, Valeria Norfini - sono andata in ospedale per vedere come stava quel ragazzo. Era tranquillo, sereno e sollevato del fatto che nessuno si fosse fatto male. Mi ha spiegato ancora una volta che voleva farla finita perché secondo lui non aveva più senso vivere, ma ora ha paura a tornare a casa perché sa di aver messo in pericolo molte persone". 

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