Marina di Castagneto, maxi rissa in discoteca: "Delinquenti fuori controllo, aggredite anche le ragazze"

Coinvolta una cinquantina di giovanissimi. Un testimone: "Non ci siamo neppure difesi per evitare altri problemi. Le forze dell'ordine? Arrivate dopo un'ora, vergognoso laciarle sotto organico"

Hanno iniziato a picchiarsi dentro la discoteca e continuato a seminare il panico fuori, nel parcheggio di un locale di Marina di Castagneto. Calci, pugni e, secondo alcuni testimoni, anche minacce con coltello, con aggressioni che non hanno risparmiato neppure le ragazze e danneggiamenti alle auto in sosta. Coinvolti una cinquantina di ragazzi, molti dei quali increduli di fronte alla furia di un gruppo formato da una quindicina di giovanissimi, tra cui alcuni minorenni, che nella notte tra sabato e domenica 1 dicembre hanno trasformato una serata all'insegna del divertimento in una maxi rissa sulla quale indagano i carabinieri della compagnia di Cecina.

A raccontare una serata surreale è un 27enne di Castagneto, testimone ed egli stesso vittima della rissa nella quale ha rimediato un occhio nero. Lo fa sul proprio profilo Facebook, senza il timore di nascondersi dietro un falso account, denunciando i fatti e ponendo l'accento su alcune questioni di contorno, tra cui il tardivo intervento delle forze dell'ordine, arrivate dopo oltre un'ora dalle prime richieste di intervento fatte poco prima delle 4, come confermato poi dai carabinieri che, in quel momento, si trovavano impegnati in altri servizi.

La testimonianza di una vittima: "Non ho neppure reagito, tanto ero incredulo"

"Ho preso due forti colpi all'occhio sinistro e li ho incassati senza neppure difendermi, tanto ero incredulo - scrive -. Non abbiamo neppure capito da cosa si sia scatenata questa rissa. Ma questi sono i fatti: molte persone sono uscite davvero malconce. Delle ragazze hanno dovuto chiedere aiuto per essere scortate alla macchina. Altre sono state aggredite. Qualcuno è stato minacciato con un coltello".

"Le persone che hanno fomentato questa rissa vivono ai margini della società - dice ancora il 27enne -. Probabilmente, sono dei disperati, dei poveretti che non possono utilizzare nient'altro che la violenza come strumento di affermazione personale. Io ho immediatamente pensato al lavoro, alla figura che avrei fatto a entrare in ufficio con un occhio nero. Dunque, mi sono chiesto, che cosa dovrei fare? Accanirmi contro chi non ha nulla da perdere?"

"Mandria impazzita di delinquenti. E le forze dell'ordine...".

Il racconto prosegue dettagliatamente. "Le forze dell'ordine, immediatamente allertate e richiamate numerose volte (anche dal sottoscritto), non sono mai arrivate - si legge nel lungo post su Facebook -. Le chiamate venivano rimbalzate da un centralino all'altro e la risposta più rassicurante che ho ricevuto è stata 'Se troviamo una volante, la mandiamo'. La situazione è stata molto tesa per circa un'ora. Questo gruppo di delinquenti si è messo fuori dal locale, impedendo di raggiungere le proprie auto a chi, come me, era rimasto dentro. Poi la mandria impazzita si è recata nel parcheggio e ha procurato numerosi danni, distruggendo specchietti e così via. Nessun garante dell'ordine si è palesato in questo lungo lasso temporale. È vergognoso che chi dovrebbe proteggere i cittadini venga lasciato in sotto-organico di sabato sera. Ed è vergognoso - aggiunge - che, altrettanto, quando qualcuno chiama le forze dell'ordine perché un bar ha la musica un pochino troppo alta, queste invece arrivino in meno di 3 minuti. Ognuno è libero di proporre le proprie considerazioni e di trarre le proprie conclusioni".

"Tre buttafuori e troppe persone. Sicurezza? Regole da ripensare"

Infine la questione sicurezza: "Tre buttafuori e troppe persone nel locale. Quale sicurezza è stata garantita? - si chiede il giovane frequentatore del locale - Cosa potevano fare tre padri di famiglia contro la furia cieca di quindici delinquenti completamente fuori controllo? Conoscendo personalmente gli organizzatori della serata e sapendo l'impegno che mettono nel loro lavoro, sono sicuro che tutte le leggi sulla sicurezza siano state rispettate rigorosamente. Tuttavia, ci sarebbe da ripensare queste regole, in modo tale da garantire tranquillità a tutti. Io ho 27 anni e so difendermi (anche decidendo di non reagire). Ma nel locale c'erano ragazzi di 18, 19 anni. E tutto può trasformarsi velocemente in una tragedia irreversibile".

Le indagini dei carabinieri di Cecina: ascoltati diversi testimoni

Sull'intera vicenda indagano i carabinieri della compagnia di Cecina, diretta dal capitano Christian Bottacci, che in queste ore stanno raccogliendo numerose testimonianze per ricostruire quanto accaduto, mentre a spiegare il tardivo intervento delle pattuglie è il comandante provinciale in persona, colonnello Massimiliano Sole: "Purtroppo i nostri equipaggi erano già impegnati in altri interventi - chiarisce il colonnello Sole -. Le stazioni territoriali non possono garantire un sevizio h24 come la radiomobile che, tuttavia, deve arrivare da Cecina e in quel momento era fuori per un altro servizio. Una nostra pattuglia e una volante del commissariato sono dunque intervenute appena possibile". Ovvero poco dopo le 5, quando i delinquenti si erano ormai allontanati, anche se dalle immagini delle telecamere e dalle testimonianze delle persone presenti, gli inquirenti potrebbero presto risalire ai responsabili dell'intera vicenda.

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