Morte al rave in ex Trw, il questore Suraci: "Intervenire prima? La situazione sarebbe stata esplosiva"

Il numero uno della questura livornese: "Usare la forza pubblica con 500 persone dentro era troppo pericoloso. Abbiamo denunciato i presunti organizzatori, credo sia un caso unico nel nostro Paese"

A chiarire le cause del decesso di Moira Piermarini, la 30enne trovata morta intorno alle 11 di lunedì 4 novembre dopo il rave party del weekend precedente all'ex fabbrica Trw di Livorno, in via Enriques, saranno le indagini degli inquirenti. Ma se non si esclude che la giovane possa essere morta nel sonno, dopo la fine della festa in fabbrica, dove avrebbe deciso di dormire prima di tornare a casa, prima ancora che sia confermata o meno l'ipotesi di un malore conseguente all'assunzione di un mix di sostanze è il questore di Livorno, Lorenzo Suraci a ricostruire la vicenda e riferire sull'operato delle forze dell'ordine. Lo fa illustrando l'attività di prevenzione e controllo effettuata congiuntamente da polizia, carabinieri e guardia di finanza, e spiegando i motivi per cui, come richiesto

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Rave Trw, Suraci: "Denunciati gli organizzatori, credo sia un caso unico"

"Non entro nel merito delle indagini - spiega il questore a LivornoToday - che chiariranno le cause della morte della giovane. Quanto all'operato delle forze dell'ordine, è stato fatto tutto quello che si conviene in queste situazioni: un'attività di prevenzione e controllo che ha portato anche al sequestro di due furgoni carichi di materiale pesante e apparecchiature per la diffusione della musica, con la conseguente denuncia degli organizzatori. Credo sia un caso unico in Italia".

"Intervenire con 500 persone dentro la ex fabbrica? Troppo pericoloso"

"Se si è ritenuto di non intervenire prima con la forza pubblica dentro i capannoni - continua Suraci - è perché con 500 persone già dentro la situazione sarebbe diventata esplosiva. Sono luoghi pericolosi, pieni di rottami, frequentati da gente presumibilmente ubriaca o sotto l'effetto di sostanze psicotrope: l'uso della forza metterebbe ulteriormente a rischio l'ordine pubblico. Certo, si può intervenire prima, ma quando siamo stati avvisati l'area era già piena di gente. D'altronde è quasi impossibile venire a conoscenza di questi rave prima che sia troppo tardi: questi giovani si organizzano con applicazioni di messaggistica difficilmente intercettabili. Ripeto, la questura ha fatto il possibile, individuando anche gli organizzatori. Altre situazioni che non siano di ordine pubblico non sono di nostra competenza".

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