Piazza 2 Giugno tra spazzatura, caos parcheggi e lavori infiniti: la protesta di residenti e commercianti

Il nostro tour in un quartiere di Livorno che viene descritto da chi ci abita come "abbandonato a se stesso"

Lavori iniziati a novembre del 2018 e mai finiti (con conseguente perdita di posti auto), sacchetti della spazzatura sparsi per tutta la zona a "causa del porta a porta" e illuminazione insufficiente durante la sera. La situazione descritta dai residenti di piazza 2 Giugno non è proprio la migliore, anzi. Da tempo lamentano "un abbandono totale da parte dell'amministrazione" e chiedono un incontro in Comune per cercare di risolvere le problematiche sopra descritte. Per capire meglio come stiano realmente i fatti, abbiamo deciso di fare un giro nella piazza, nella mattina del 12 marzo, per documentare la situazione. 

La situazione

A novembre 2018 sono iniziati i lavori per l’installazione di 16 candelabri da otto metri fuori terra con bracci a pastorale e illuminazione a led e la creazione di una nuova pavimentazione davanti alla chiesa di San Giuseppe. Al momento però, come si può evincere dalle foto scattate, tutto è fermo. Questo sta comportando una notevole perdita di posti auto. Inoltre, con l'introduzione del Pap, in molti, stando a quanto raccolto, preferiscono abbandonare i rifiuti per strada piuttosto che gettarli nei cassonetti posti vicino piazza San Marco. 

20190312_122716-2La rabbia dei residenti

Non facciamo in tempo a tirare fuori il taccuino che una signora ci si avvicina: "Ah siete dei giornalisti? - ci chiede Maria Tedeschi, 45 anni -, bene. Era ora che qualcuno venisse in nostro aiuto. Da quando hanno spostato i cassonetti siamo letteralmente invasi dalla spazzatura. In questi giorni ha tirato un forte vento e i bidoncini erano sparsi per tutta la piazza, non è possibile andare avanti così". Non passa neanche un minuto che il signor Pietro Morelli, che risiede in questo quartiere da quando è nato, ci blocca: "Per noi persone anziane è un problema arrivare fino in piazza San Marco perché abbiamo problemi di deambulazione. Sicuramente era meglio prima quando avevamo i cassonetti a portata di mano". Claudia Ferrari invece è una ragazza di 21 anni che la sera ha timore ad uscire: "Se venite qui la sera vi accorgerete di come sia tutto buio. Onestamente questo mi spaventa anche perché non si sa mai cosa ti potrebbe accadere. Speriamo che i lavori finiscano il prima possibile". Sulla grata che delimita l'area dei lavori è stato apposto un cartello: "Ci avete tolto i posti auto della piazza e limitrofi ed avete anche interrotto i lavori. Ci avete tolto i cassonetti della spazzatura senza prima sostituirli e senza pensare al disagio delle famiglie, delle attività e delle persone anziane. Complimenti sinceri a chi ha elaborato tutto questo. E ora secondo voi cosa accadrà? Quello che si verificherà sarà il risultato del menefreghismo vostro e delle persone che non hanno rispetto". 

11081320_1418461735132835_6593748506838825385_n-2La rabbia dei commercianti

Il primo a prendere la parola è Flabio Zannotti della Rosticceria da Simona: "Il porta a porta in questa zona è stato sbagliato perché non ha tenuto conto delle difficoltà che le persone hanno nell'arrivare fino ai cassonetti vicino piazza San Marco. Come se non bastasse poi quando tira vento bisogna fare lo slalom tra i bidoncini sparsi per tutta la zona. Aamps non ci ha avvisato di questa novità e i primi giorni la gente non sapeva dove buttare i rifiuti. Le persone ormai mettono la spazzatura dove capita, incuranti di che cosa comporti un'azione del genere. Per quanto riguarda i lavori in piazza è tutto fermo. Ci hanno detto che a breve dovrebbero ripartire ma ancora non è stato così. Di sera è veramente difficile vedere qualcosa perché è tutto buio". Entrando nel panificio affianco l'atmosfera è la stessa: "Non capiamo che motivi ci fossero per spostare i cassonetti. Erano comodi per tutti e non davano noia, speriamo che la situazione torni come prima anche se la vediamo dura". Chiedendo alle varie attività commerciali della zona tutti danno sempre la stessa risposta, sia che esse siano bar, negozi di motorini o fruttivendoli: "Impossibile lavorare quando davanti al tuo negozio si ammassano rifiuti su rifiuti. Se già il commercio nella nostra zona era difficile, adesso sta diventando impossibile". 

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