Porto, vertici interdetti: il Mit avvia la procedura per il commissariamento

Il presidente Stefano Corsini e il segretario generale Massimo Provinciali nel mirino del gip di Livorno che ha accolto la richiesta della procura in merito all'inchiesta per abuso d'ufficio avviata sul finire del 2018. L'accusa: favorire il gruppo Grimaldi nella concessione delle banchine

Il presidente dell'Autorità portuale di Livorno Stefano Corsini e il segretario generale Massimo Provinciali sono stati interdetti per un anno dai pubblici uffici gip Marco Sacquegna su indicazione della procura della repubblica di Livorno che aveva avviato, sul finire del 2018, un'inchiesta per abuso d'ufficio. Oggetto delle attenzioni della procura, le concessioni temporanee di alcuni accosti del porto toscano. Il ministero dei Trasporti, a seguito di questa decisione, ha subito disposto l'immediata individuazione di un commissario straordinario assicurando comunque il regolare proseguimento delle attività dell'Autorità portuale di Livorno. 

Secondo le accuse, il porto di Livorno sarebbe stato gestito, per diversi anni, nell'illegalità favorendo il gruppo Grimaldi nella movimentazione delle navi in viaggio per la Sardegna, Sicilia, Tunisia e Spagna. Il trucco usato sarebbe il seguente: assegnare le banchine con autorizzazioni a occuparle in modo temporaneo salvo poi trasformare il tutto in vere e proprie concezioni demaniali. Così facendo veniva annullata la concorrenza e venivano applicate tariffe per favorire l'armatore Grimaldi creando un danno non indifferente all'erario. 

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