Sgombero Torre della Cigna, Potere al Popolo: "Le occupazioni colpa della crisi"

Il partito interviene si schiera al fianco delle famiglie che, secondo il tribunale di Livorno, dovono essere allontanate dalla struttura

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LivornoToday

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato di Potere al Popolo in merito allo sgombero della Torre della Cigna. 

Nel loro comunicato Partito Democratico, Articolo 1, Casa Livorno e Futuro, affermano astiosamente di non riconoscere come interlocutori quei movimenti e sindacati che in questi anni hanno sostenuto occupazioni e situazioni di "illegalità". A questo proposito ci chiediamo, anzi chiediamo a loro, quale sia il loro parametro per misurare la cosiddetta legalità quando per anni hanno votato riforme e provvedimenti, anche incostituzionali, che hanno determinato l'impoverimento e la precarizzazione di migliaia di cittadini, in nome di liberismo e profitto.

Soggetti che hanno portato avanti scelte scellerate nel solo interesse della rendita privata. Scelte che hanno prodotto migliaia di disoccupati diventati carne da macello grazie alla nuova riforma del lavoro che non ha fatto altro che togliere tutele e diritti ai lavoratori e alle lavoratrici. Tra l'altro la forza politica Futuro esprime l'assessore con delega alla casa. Significa quindi che l'assessore Raspanti non intende aver più dialogo con Asia usb, i movimenti e le forze politiche e partitiche che sostengono il diritto alla casa, il diritto ad avere un tetto sopra la testa, invece che dormire per strada? 

Con la persistenza della crisi, a Livorno hanno chiuso i battenti numerose fabbriche e aziende, e chi si è ritrovato disoccupato molto spesso ha perso anche la casa e persino la possibilità di potersi pagare un affitto. L'unica soluzione che si prospettava per molti è stata proprio quella di occupare. Non appartamenti destinati ad altre famiglie, ma alcune delle numerose strutture disseminate per la città, di proprietà di finanziarie e banche e tenute in stato di abbandono per anni.

Se in una società che dovrebbe dirsi civile, la politica si trasforma in un comitato d'affari che abbandona i cittadini più deboli senza lavoro e con tutte le conseguenze drammatiche che ne derivano, come si fa a non comprendere che molto spesso si è costretti a fare delle scelte anche se non si vorrebbe? Queste famiglie, per il PD sarebbero quindi dei criminali? Si vuole fare una lotta alla povertà, o ai poveri come fa oggi la Lega e la destra?

È stato legale, chiediamo ancora, dilapidare un patrimonio pubblico di alloggi popolari, svenduti a privati e tra amici per garantirsi voti, affari e favori, come è stato fatto nel passato? È normale che l'Asl, un ente pubblico, voglia vendere all'asta, solo a Livorno, 6 immobili che potrebbero essere destinati all'emergenza abitativa? Perché la giunta non si muove insieme alla Regione per destinare quegli immobili a risolvere i problemi di persone in difficoltà?

Quegli appartamenti oggi avrebbero alleviato non poco la pesante situazione di disagio abitativo che da anni persiste nella nostra città e che riguarda sia le persone relegate nelle occupazioni ma anche coloro che non sono in grado di permettersi le rate di un mutuo, o i giovani precari che vogliono farsi una famiglia o anche solo avere la possibilità di uscire da quella di origine per dimostrare di non essere ''bamboccioni'' come tanti  rappresentanti politici, da noi disprezzati, amavano apostrofare i nostri giovani.

Ecco, in attesa che ci chiariate la vostra confusa posizione su concetti che niente hanno a che fare con quelli di giustizia sociale, noi continueremo a fare il nostro lavoro, stare dalla parte di chi oggi subisce le vostre politiche e non ha niente. Dalla parte di chi fa fatica ad arrivare a fine mese, di chi viene sfruttato indipendentemente dalla provenienza, etnia, sesso o religione. Nel frattempo che lo vogliate o meno, ci troverete a reclamare e chiedere conto di giustizia e fatti concreti nelle strade e in consiglio comunale. 

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