Cartello offensivo, il cuoco-socio prende le distanze dai titolari: "Mi vergogno, ma non c'entriamo né io né lo staff"

Il post su Facebook di uno dei soci della Stuzzicheria di Mare in Venezia: "Mi sono ritrovato in una situazione dalla quale mi dissocio insieme a tutti i ragazzi che lavorano nella nostra sede"

Il cartello offensivo affisso davanti al locale, postato su Facebook e rimosso dopo la rivolta social. Poi le scuse, sempre online, che ai più suonano come un tentativo di porre rimedio alla deprecabile vicenda e che vengono anch'esse velocemente eliminate. E ancora la condanna del Comune e la notizia, battuta anche dall'Ansa e lanciata in rete da LivornoToday, che inizia a circolare e diventa di interesse nazionale. Per finire con altre scuse, firmate dalla "società titolare dell'esercizio commerciale in questione", questa volta inviate per mail soltanto ad alcune testate locali. Scuse "sentite", si legge, ma poco credibili anche in virtù di alcune precedenti risposte date a clienti insoddisfatti su siti specializzati in recensioni, dove non di rado si fanno riferimenti alla legge 104 sulla disabilità per offendere e denigrare gli stessi avventori del locale.

Il cartello firmato dalla Stuzzicheria di Mare

Tutto firmato - volantino, post e scuse - Stuzzicheria di Mare, anche se a finire al centro delle polemiche è la neonata sorella Stuzzicheria di Mare in Venezia. Che ha un socio dipendente, non titolare, il quale non intende passare da responsabile di "un'azione vergognosa" compiuta da altri e dalla quale si dissocia insieme a tutti i ragazzi dello staff. Con quel cartello non hanno niente a che fare, dice pubblicamente su Facebook mettendoci la faccia con tanto di nome e cognome, e anche se più tardi di fatto lo ammetteranno gli stessi titolari, non riesce a nascondere la propria indignazione e vergogna per una deplorevole situazione nella quale si è trovato e per la quale, se necessario, dovrà prendere provvedimenti.

Il socio dell'attività: "Mi dissocio insieme a tutti i ragazzi dello staff"

post-2"Molti di voi - si legge nel post - sanno che sono in società e sono il cuoco della Stuzzicheria di mare in Venezia..mi sono ritrovato in una situazione dalla quale mi dissocio completamente insieme a tutti i ragazzi dello staff della nostra sede. Sono vergognato e indignato per quanto è stato scritto e affisso sulla pedana di fronte alla sede in Venezia. Ci tengo a sottolineare ed evidenziare che certi comportamenti non sono farina del mio sacco nè dei colleghi e amici che lavorano insieme a me; nessuno di noi era a conoscenza di questo gesto irrispettoso e offensivo che ha giustamente catturato l'attenzione e indignato tutti voi".

"Non ci siamo mai permessi di rispondere a recensioni negative rispettabilissime, in maniera offensiva e ignorante - prosegue -; la differenza nella gestione dei commenti potete valutarla benissimo da soli su Trip advisor. Spero solo che le vergognose azioni compiute da altri e che non rappresentano la politica né il pensiero dei ragazzi della Stuzzicheria di mare in Venezia non si ripercuotano su di noi. Ripeto e ribadisco che non siamo i responsabili del cartello e di quanto pubblicato su altre pagine....per chi mi conosce sa già che non scriverei mai delle cose del genere. Nonostante non abbia colpe mi vergogno di quanto successo".

La condanna del Cesvot: "Scuse complicate da accettare"

A generare il caos, il contenuto di quel volantino a questo punto di chiara responsabilità, ovvero imputabile alla società titolare come confermerrebbe la mail di scuse della stessa. Un cartello offensivo nei confronti delle disabilità che ha indignato l''intera città e non solo. "Difficile trovare parole adeguate per condannare un linguaggio offensivo, discriminatorio ed oltraggioso come quello usato dal ristorante 'Stuzzicheria di mare' di Livorno - scrive il presidente del Cesvot, Federico Gelli -. Ora arrivano le scuse, debite ma complicate da accettare perché le offese rivolte alle persone disabili ed ai loro genitori questa volta sono state davvero vergognose. Come un paradosso le scuse rivelano oltre la malvagità ed il razzismo anche la dimensione esatta dell'ignoranza contro la quale dobbiamo combattere ogni giorno e sempre di più"

"Siamo in un momento storico delicato e pericoloso - conclude Gelli - in cui i diritti ed il rispetto sembrano essere diventati valori trascurabili. In questo caso poi restiamo ancora più sconcertati e sbigottiti considerando che le offese arrivano da chi ha a che fare con il pubblico, tutti i giorni. Teniamo alta l'attenzione e non trascuriamo mai il presidio contro chiunque attenti alla dignità delle persone, soprattutto quelle più fragili".

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