Terremoto Albania, il vigile del fuoco livornese tra le macerie: "La terra continua a tremare"

Il racconto di Massimo Marconcini, uno dei soccorritori partiti per Durazzo dopo il sisma che ha provocato morte e distruzione

Foto Facebook Vigili del fuoco

Sono partiti in quattro, soltanto da Livorno, per andare in soccorso della popolazione albanese tragicamente colpita dal terremoto che ha scosso una nazione intera alle 2.54 (ora locale) di martedì 26 novembre. Insieme a due cani dell'unità cinofila, i vigili del fuoco Luca Bacci, Corrado Salvadori, Gabriele Salvadori e Massimo Marconcini sono arrivati ieri a Durazzo, uno dei luoghi maggiormente devastati dal sisma, a bordo di un aereo della 46esima Brigata aerea di Pisa. Ed è proprio uno di loro, Massimo Marconcini, membro del Tas (topografia applicata al soccorso), a raccontare a LivornoToday lo scenario che si è trovato davanti all'arrivo in Albania. "Qui la terra trema ancora - dice - e un po' di apprensione l'abbiamo anche noi. Stiamo lavorando tra una scossa e l'altra"

Che situazione avete trovato a Durazzo?

"La situazione è quella tipica di una zona colpita da un terremoto così devastante ma di una nazione che, seppur in crescita notevole nel corso di questi anni, non è ancora bene organizzata a livello di protezione civile e questo sta creando un po' di difficoltà. Dopo essere stato in Umbria, all'Aquila e due volte nel centro Italia, questa è la mia prima volta all'estero. In Italia, purtroppo, gli eventi tragici hanno fatto sì che imparassimo a organizzarci: riusciamo a chiudere interi quartieri decidendo le zone rosse, qua ancora non hanno questo tipo di organizzazione e quindi c'è sempre un po' di rischio ad ogni scossa"

La popolazione come ha reagito?

"Sono tutti molto spaventati, quando ci vedono ci ringraziano, ci offrono qualsiasi cosa, ma si vede che sono molto spaventati. Nonostante sia una zona sismica, non sono abituati a questa situazione e hanno molta paura: è così da ogni parte. Non è certo un augurio, ma bisognerebbe provare a viverla una situazione del genere per capire i motivi per cui resta sempre un po' di apprensione"

E la tua famiglia? Sono preoccupati?

"È sempre una situazione un po' problematica, ho due figlie che si preoccupano, ma è normale e ci sono abituate. D'altronde in Toscana, i vigili del fuoco sono una punta di diamante del Corpo Nazionale, sia il nucleo Usar, che quello cinofilo e anche il Tas. Come potete vedere siamo stati subito chiamati a partecipare alle operazione e questo è segno di una grande preparazione.". 

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Qual è il ruolo degli esperti del Tas in queste situazioni?

"Siamo di supporto al team Usar della Toscana, abbiamo il compito di mappare le zone a rischio, i siti dove potrebbero esserci ancora delle persone sotto le macerie, in modo da tenere sempre aggiornate le zone in cui abbiamo effettuato le ricerche e che invece devono ancora essere perlustrate. Quando ci troviamo davanti a zone terremotate c'è sempre confusione e l'organizzazione è fondamentale. Qui ci sono molte colonne mobili internazionali oltre a quella italiana: ci sono francesi, rumeni, turchi, israeliani, greci e molti altri"

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