Torre della Cigna, Buongiorno Livorno: "Occupazioni illegali ma dettate dalla necessità"

Il partito commenta la decisione del tribunale che ha ordinato lo sgombero della struttura nonostante le famiglie all'interno

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LivornoToday

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato da parte di Buongiorno Livorno sul caso dello sgombero della Torre della Cigna. 

La recente ordinanza del Tribunale di Livorno sull'immobile occupato della Cigna è potenzialmente dirompente per la situazione dell’emergenza abitativa a Livorno. Naturalmente è legittimo da parte della proprietà, che ha ottenuto l’emanazione dell’atto in tempi sorprendentemente celeri, rientrare nella disponibilità della Torre e delle sue pertinenze. È parimenti ovvio che quella situazione, come altre presenti in città, sia illegale. Queste occupazioni (ricordiamo, di immobili vuoti, in disuso e abbandono da anni) sono state dettate da reali stati di necessità: chi le ha messe in atto non aveva alternative se non la strada, non potendo accedere al mercato immobiliare e non trovando soluzioni nel carente sistema ERP.

L'illegalità deve essere superata, non certo con provvedimenti e prove di forza muscolari come gli sgomberi, ma con gradualità e con la programmazione di soluzioni abitative accessibili a tutti. La situazione stessa della Torre, negli ultimi anni, ha subito un’evoluzione positiva. Dai dati in possesso di Asia-USB, si evince che rispetto all'inizio il numero degli occupanti si è dimezzato: molti hanno trovato alternative legali, rientrando nei canali ERP e dimostrando tra l’altro che tutta la propaganda della destra livornese che ipotizza folle di persone provenienti da fuori città è soltanto l’ennesima velenosa bufala. Solo continuando a seguire questa linea, in un quadro che ha visto negli anni una svendita di gran parte del patrimonio ERP e drastici tagli di fondi per nuove costruzioni o il ripristino di immobili esistenti, si può raggiungere il risultato.

Nelle linee di mandato di Luca Salvetti, discusse nei giorni scorsi in consiglio comunale si legge quanto segue: "Il fenomeno delle occupazioni deve essere letto come una risposta emergenziale a questa situazione ed essere affrontato rifuggendo approcci di tipo giustizialista, bensì conciliando la necessità di un graduale ripristino della legalità e le istanze di giustizia sociale. Dovrà essere definito con la Prefettura un accordo che preveda la possibilità di liberare edifici occupati soltanto in presenza di una soluzione alternativa per gli occupanti". Il comunicato, uscito nei giorni scorsi e che reca la firma dei soggetti politici che sostengono Luca Salvetti (PD, Casa Livorno, Articolo Uno e Futuro!), riprende i concetti delle linee di mandato, descrive i potenziali effetti negativi dell’ordinanza su tutte le partite in gioco (Chiccaia, Piani di recupero etc.) ma contiene un passaggio a nostro avviso irresponsabile: "Chi direttamente o indirettamente ha sostenuto le occupazioni e hanno posto fuori dalla legalità le persone bisognose di una risposta concreta a un problema reale, non possono essere considerati degli interlocutori".

Non si capisce l’utilità e lo scopo di questa affermazione. Il riferimento è chiaramente al sindacato Asia-USB che ha intrattenuto rapporti con l’Amministrazione comunale precedente e continua a intrattenerli con quella attuale. Il lavoro e la presenza di Asia-USB sono stati importantissimi in questi anni per attenuare il disagio dell’emergenza abitativa, per impedire di fatto l’esplosione di una bomba sociale dalle conseguenze gravi per la città, sopperendo alle carenze già citate del sistema ERP e alla indisponibilità di alloggi per centinaia di persone tagliate fuori dal mercato degli affitti, per ragioni indipendenti dalla loro volontà. Queste posizioni sono un ostacolo concreto per il lavoro del sindaco e della sua giunta, in particolare per l'assessore Raspanti.

Immaginiamo che per qualcuno dei soggetti, in particolare per il PD che è il più rappresentativo e che ha in Consiglio Comunale la stragrande maggioranza dei seggi, sia importante tutelare la sensibilità securitaria e legalistica di parte del suo elettorato, ma questo non è il periodo storico e il contesto giusto per "scegliersi" gli interlocutori politici e sociali. Sono interlocutori, potenzialmente importanti, anche coloro che agiscono con strumenti, linguaggi, strategie, ruoli differenti dai tuoi, specie se operano in modo concreto e positivo su materie come l’emergenza abitativa. Ci pare anche singolare la firma, in calce a un documento che oggettivamente mette in difficoltà Sindaco e Assessore, dei due soggetti che li hanno espressi, cioè Casa Livorno e Futuro!. Ricordiamo che il titolo dato alla Festa del l’Unità di quest’anno è “Livorno si apre”. Ci pare che i segnali concreti vadano in tutt'altra direzione, e ne chiediamo ragione al PD e agli altri soggetti politici.

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