Torre della Cigna, Raspanti: "Nessuno sgombero nel giro di un anno"

L'assessore al Sociale in difesa delle famiglie occupanti. Sulla stessa linea anche il sindaco Salvetti: "Porteremo tutta la documentazione al giudice"

Novità importante per quanto riguarda la Torre della Cigna. La decisione del giudice sul possibile sgombero, che doveva avvenire entro la fine di settembre, è stata slittata al 16 novembre. L'amministrazione intanto continua la sua battaglia per garantire un futuro dignitoso alle famiglie che occupano la struttura e, nel bilancio sui primi cento giorni della gestione Salvetti, il sindaco e l'assessore al Sociale Andrea Raspanti hanno ribadito che: "Non ci saranno sgomberi prima del 2020". 

Andrea Raspanti assessore al sociale  (4)-2

Raspanti sulla Cigna: "Nessuno sgombero prima del 2020"

"In questi primi tre mesi ci siamo trovati di fronte a due grossi problemi - commenta Raspanti -: quello del Blocco della Chiccaia, che ha delle scadenze ben precise, e quello della Torre della Cigna. Per quanto riguarda quest'ultimo caso, ci siamo confrontati con la proprietà, con i legali, con gli enti creditori e siamo riusciti a mettere un freno a una situazione grave che però non si può gestire con il carattere della 'straordinarietà'. Abbiamo bisogno di tempo e per almeno un anno da lì non verrà sgomberato nessuno"

Parole forti quelle dell'assessore, che prosegue: "Il problema non può essere scaricato sulle spalle del comune di Livorno, ma deve riguardare l'intera comunità locale. In questo anno, puntiamo a far scorrere le graduatorie delle case popolari e assegnare un'abitazione a più famiglie possibili in maniera tale che, quando la Cigna sarà sgomberata, ci saranno meno casi da gestire". 

Salvetti in Comune (1)-2

Salvetti: "È stata la proprietà a rinviare l'udienza sullo sgombero"

Il sindaco sottoscrive ogni parola di quanto affermato da Raspanti: "Al momento non si sgombera e in questo periodo abbiamo lavorato duramente perché c'era un appuntamento a fine settembre che poteva portare allo sgombero della Cigna mediante la forza pubblica. Fortunatamente non è avvenuto e inoltre la proprietà ha chiesto un rinvio al 16 di novembre sullo sgombero. Per quella data porteremo tutta la documentazione necessaria per far sì che il giudice si accorga che non ci sono più i termini dell'urgenza. La nostra speranza è quella di portare avanti la situazione per altri 7-8 mesi o massimo un anno, in modo da provvedere prima alla Chiccaia. Nell'ipotesi in cui il giudice si pronunci contro di noi, abbiamo già detto a tutti i soggetti interessati che il Comune non è in grado di poter rispondere ad un'emergenza abitativa di questo genere e che saranno loro a doverla gestire".

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