Mese del jazz, una targa dedicata a Herman Hesse "Sul porto di Livorno"

Il programma dell' 8°edizione del JAM - Jazz Appreciation Month Livorno, International Jazz Day UNESCO – Livorno, Aprile 2019, prosegue giovedì 11 aprile con un evento che unisce musica e poesia.
Alle 18, in occasione della Giornata Nazionale del Mare a cura del Comitato UNESCO Jazz Day Livorno si svolgerà al Terminal Crociere, Piazzale dei Marmi, del Porto di Livorno la Cerimonia pubblica di inaugurazione della targa dedicata a Herman Hesse, evento in collaborazione con la Banda Città di Livorno, il Club per l'UNESCO di Livorno, l'Autorità Portuale Tirreno Meridionale, Porto Immobiliare S.r.l., Porto Livorno 2000, con la partecipazione di Emanuele Barresi, voce recitante, Gabrio Baldacci, chitarra elettrica, improvvisazione, Banda Città di Livorno.
Sulla targa è riportato il testo integrale in italiano e in tedesco della poesia "Sul porto di Livorno" di Herman Hesse (Poesie – 1955), tradotto dalla livornese Francesca Ricci per le edizioni Newton Compton:

Sempre d'una visione d'anni fa
una gran nostalgia nel cuor mi sta.
Come una melodia dimenticata,
canto di balda gioventù in cammino,
sovente nei miei sogni viene e va.
Calava il sole stanco, rosso-vino,
il contorno delle isole svaniva
nei vapori del cielo. E il mare in tresca
con cadenza fantastica assaliva
il bordo della mia barca da pesca.
Fiammò una vela gialla triangolare
su dal molo. Una luce si distese
subita e bella sul dorato mare,
l'estremo roseo raggio con sé prese
in un violaceo vel crepuscolare.

Hermann Hesse (Calw, Foresta Nera,1877- Montagnola 1962). Romanziere, poeta e pittore, nelle sue opere Hesse ha affrontato temi inerenti all'amicizia, al viaggio, all’amore, alla morte, alla psicoanalisi e al vagabondaggio. La sua opera è un ponte tra pietismo e buddismo, tra estremo Occidente ed Estremo Oriente. Tutti i suoi romanzi fanno perno sulla sua vita e in ciascuno ci dice qualcosa di sé. La sua Stimmung - per quel mix di tolleranza e pacifismo (idee e sentimenti veri,  non di facciata e per i quali pagò qualche prezzo), intensa spiritualità e dilettantismo delle sensazioni -, incontrò il favore sia del severo e intenso Thomas Mann che dei "figli dei fiori" che fecero di  Siddharta  il libro d'elezione di una generazione.
"Non basta disprezzare la guerra, la tecnica, la febbre del denaro, il nazionalismo. Bisogna sostituire agli idoli del nostro tempo un credo . È quel che ho sempre fatto: nel "Lupo della steppa" sono Mozart, gli immortali e il teatro magico; nel "Demian" e in "Siddhartha" gli stessi valori, solo con nomi diversi".

Emanuele Barresi - Grande appassionato di teatro, Barresi ha cominciato a lavorare con la compagnia "Il Teatro del Carretto".  In quegli anni conosce Paolo Virzì e insieme lavorano in una compagnia teatrale amatoriale; successivamente approdano nel cinema col film "La bella vita" (1994). Negli anni seguenti compare con una piccola parte in "Ovosodo" (1997), a cui seguono "L'estate di Davide" (1998) e "Baci e abbracci"(1999). Dopo queste esperienze, Barresi si trasferisce da Livorno a Roma per essere più vicino al mondo del cinema, e qui partecipa a diverse fiction televisive, tra cui Turbo, Distretto di polizia, I liceali. Nel 2008 scrive e dirige la pellicola "Non c'è più niente da fare" e recita come attore in "L'ultima estate" di Massimo Ciavarro e Eleonora Giorgi. Nel gennaio 2010 interpreta Lenzi nel film di Paolo Virzì "La prima cosa bella".

Gabrio Baldacci - Inizia a suonare la chitarra all'età di 13 anni. Nel 2001 partecipa al seminario tenuto dallo storico clarinettista Tony Scott. Segue anche corsi organizzati da Dimitri Grechi Espinoza tra cui uno in collaborazione con Goma Parfait Ludovic, direttore della compagnia congolese "Yelawa" vincitrice del premio per la ricerca musicale al festival panafricano di musica. Frequenta i seminari di Siena Jazz. Insegna chitarra presso diverse associazioni e scuole livornesi.

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