Giunta Salvetti, Bruciati: "Qualche dubbio su chi viene da fuori, ma nessun pregiudizio"

Il leader di Buongiorno Livorno analizza le nomine degli assessori: "Il dialogo può proseguire se ci sarà convergenza sui punti comuni. Mi auguro ci sia il coraggio di fare scelte importanti"

È stata la partita più importante tra il primo e il secondo turno delle elezioni comunali 2019, ma alla fine tra il Partito democratico e Buongiorno Livorno non si trovò l'intesa né per un accordo programmatico, come richiesto dal Pd, né per l'apparentamento, come invece voluto da BL. Divergenze che, per quanto abbiano precluso l'allargamento della maggioranza e un possibile ingresso in giunta di uno più biellini, non hanno tuttavia azzerato il dialogo tra la coalizione di centrosinistra, adesso al governo della città, e la lista civica di sinistra guidata da Marco Bruciati. Ora che gli assessori sono stati nominati, è lo stesso ormai ex candidato di Buongiorno Livorno, intervistato da LivornoToday, a esprimere la propria opinione in merito e a spiegare come Buongiorno Livorno intenda posizionarsi nei confronti della giunta Salvetti.

Bruciati, partiamo da quel dialogo interrotto tra primo e secondo turno. Sarà ripreso con questa giunta? 

"Mi auguro di sì nella misura in cui siano portati avanti dagli assessori di riferimento alcune politiche sociali, ambientali e del lavoro che in qualche modo erano comuni all'interno dei programmi. Ecco, in questo caso il dialogo sarà reale e operativo, anche a livello di consiglio comunale. D'altronde, come abbiamo sempre detto, non c'è nessun elemento pregiudiziale, a maggior ragione adesso che comunque in certi settori ci sono persone che conosciamo. A prescindere dall'amicizia e dal percorso in parte comune che abbiamo avuto, però, ci sentiamo di ribadire che non faremo sconti a nessuno. Così come non accetteremo scuse da chi, accampando scuse da forestiero, dovesse chiedere tempo per conoscere la situazione di Livorno".

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Cosa si aspetta dagli ex compagni di banco di Buongiorno Livorno, Andrea Raspanti e Giovanna Cepparello?

"Stare all'opposizione e fare l'assessore sono due cose diverse: come tutti gli altri componenti della giunta, Andrea e Giovanna (Raspanti e Cepparello, ndr) dovranno dimostrare di essere all'altezza, di essere in grado di dialogare, di avere il coraggio di fare delle scelte importanti. Andrea arriva da un percorso, sia per esperienza lavorativa che in consiglio comunale, in qualche modo già indirizzato. È una persona che viene dal sociale e lil ruolo che ricoprirà è sicuramente in linea con le sue caratteristiche. Giovanna invece ha un assessorato importante che riguarda tematiche ampiamente dibattute in campagna elettorale. Temi che a rigor di logica dovrebbero essere ricoperti da persone che hanno competenze specifiche in materia, ma come ci insegna la politica non è detto che la persona più esperta, o con un curriculum in linea con certi settori, sia necessariamente la soluzione dei problemi. Magari lei potrà avere una visione più ampia o dare un'impostazione politica che le permetterà di fare un buon lavoro". 

Che ne pensa degli altri assessori?

"Non li conosco tutti, quattro su nove vengono da fuori Livorno e nel pacchetto ci metto pure Simone (Lenzi, ndr) che, a prescindere dal profilo culturale che nessuno può negare, da 5 anni ha comunque scelto di vivere fuori città. Ecco, il fatto che la metà dei componenti della giunta vengano da fuori può avere un aspetto positivo ma anche negativo. Diciamo che desta un po' di preoccupazione perché se non si conosce questa città, tra l'altro complessa e non semplice da capire, s'impone una fase di studio del territorio che, se necessaria, spero avvenga nel minor tempo possibile, perché soprattutto su certi temi non c'è tempo da perdere".

Tra questi c'è sicuramente il lavoro. In tal senso come vede la figura di Gianfranco Simoncini?

"Senza nulla togliere alla persona e sospendendo il giudizio in attesa di vedere come si muoverà, Simoncini è forse l'unico neo di questa giunta perché rappresenta un profilo di continuità in un'area in cui l'inversione di tendenza non sembra esserci stata rispetto a quanto elaborato e prospettato. È un uomo di apparato che ha preso parte a più di una stagione politica. Quanto al segretario del Pd Rocco Garufo, invece, non lo conosco sul piano operativo e quindi non potrei giudicare. Ad ogni modo mi sembra una giunta abbastanza bilanciata, di 'buon senso' rispetto a quanto aveva detto Salvetti".

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