Salvetti tende la mano, le opposizioni alzano gli scudi: la luna di miele dura un quarto d'ora

Scintille nella prima seduta del consiglio comunale: il sindaco giura ed esprime la volontà di dialogare con tutti, i capigruppo replicano: "Quale apertura se il Pd occupa tutti i posti?"

"La luna di miele è durata un quarto d'ora". Il titolo della prima seduta del Consiglio comunale lo dà direttamente il sindaco Luca Salvetti dopo le repliche dei capigruppo al suo discorso di insediamento. Se il giornalista televisivo fresco di fascia tricolore aveva infatti chiesto altro spirito rispetto ai cinque anni precedenti, manifestando la volontà di dialogare e confrontarsi con tutte le altre forze non di maggioranza, la risposta delle opposizioni è un'alzata di scudi contro la giunta e i "soliti" metodi del Pd di occupare tutti i posti, a partire dalla presidenza del consiglio alla quale il partito democratico non intende rinunciare. 

Giunta Salvetti: il curriculum degli assessori e le deleghe 

E pensare che, fino a quel momento, erano stati soltanto sorrisi e strette di mano tra colleghi, con i reciproci auguri di buon lavoro e il dono di una rosa arancione da parte del sindaco a tutte le donne dell'emiciclo consiliare e a quelle dei banchi della giunta. Fiori pagati di tasca propria, fanno sapere dall'ufficio stampa, che tuttavia non sono stati sufficienti ad appianare le tensioni a partire già dal primo giorno di lavori.

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Il giuramento del sindaco: "Certi che sapremo dialogare"

Convalidati gli eletti, Salvetti ha prestato giuramento (in allegato a fondo pagina il discorso completo del sindaco) invitando a "mettere a disposizione della città in cui siamo nati o abbiamo scelto di vivere competenze, impegno e serietà. Gli interessi dei singoli o delle forze politiche - ha detto Salvetti - devono necessariamente passare in secondo piano rispetto ad una visione collettiva che abbia il bene della nostra città come vero riferimento di ogni azione, atto o confronto. Non mancheranno fasi di confronto anche duro, ma mi auguro che lo spirito democratico, il dialogo e il sentimento di collaborazione guidino tutti noi". "Nei gruppi del centrodestra, 5 Stelle, Buongiorno Livorno e Potere al Popolo - ha concluso il sindaco - ci saranno, e ne sono certo, persone che si opporranno non tanto al bene della città, ma eventualmente al tipo di percorso per raggiungere quel bene, e su questo sarà più semplice parlare e dialogare".

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La replica delle opposizioni: il sistema Pd al centro delle critiche

Parole di distensione, un saluto ai membri della giunta con un particolare riferimento ai fedelissimi Raspanti, Lenzi, Cepparello e Garufo, quindi la replica delle opposizioni che si scaldano dopo la comunicazione di Paolo Fenzi (capogruppo Pd) sull'indicazione di voto per Caruso presidente del Consiglio. Se Romiti (FdI) e Vaccaro (Lega) insorgono contro il metodo Pd che occupa tutti i posti, a dimostrazione del fatto che "il sindaco dice di volere un confronto e di non considerarci opposizioni, ma poi nei fatti agisce secondo gli schemi del Pd, occupando tutte le posizioni", Sorgente (M5s) rivendica un coinvolgimento delle altre forze così come era stato nella precedente giunta, mentre Barale (BL) attende che Salvetti traduca in atti formali una volontà di confronto finora espressa solo a parole.

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Aurora Trotta (Pap), la più giovane in Consiglio parte alla carica

L'affondo più grande, tuttavia, arriva dal seggio di Potere al Popolo, occupato dalla più giovane dei consiglieri eletti, Aurora Trotta. "Questa giunta non sembra aver imparato dagli errori passati - ha detto Trotta -. L'esito del ballottaggio rappresenta il rifiuto da parte dei livornesi di un governo di destra, non certo l'appoggio a un nuovo governo della città gestito dalla dirigenza del Partito Democratico". "Il segretario del Pd Rocco Garufo è sintomo delle vostre dispute interne - ha chiuso la capogruppo di Pap -, una nomina che cerca di mettere pace tra le vostre fazioni. La scelta di Gianfranco Simoncini come assessore al lavoro, colui che ha accompagnato alla chiusura tutte le grandi fabbriche di questa città nel suo ruolo in Regione, è sintomo di una mancata presa di coscienza nei confronti di ciò che è avvenuto negli ultimi vent'anni".

Consiglio comunale: la definitiva composizione

Pietro Caruso, rimandata l'elezione del presidente del Consiglio

Parole che hanno colpito il sindaco, secondo cui "non esistono queste alchimie, anzi. Garufo si è dimesso da segretario, l'attacco a Simoncini poi è ingeneroso". Insomma, se qualcuno si aspettava la calma piatta nel primo giorno di lavori, le tre ore di seduta raccontano ben altro. Con la mancata elezione del presidente del Consiglio (Pietro Caruso il più votato con 19 voti sui 22 necessari) che, salvo clamorosi risvolti, si farà alla terza votazione nel consiglio di martedì prossimo 25 giugno, quando basterà la maggioranza più uno dei consiglieri. 

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