Zero Robotics, premiati gli studenti del Cecioni

I ragazzi livornesi si sono aggiudicati il secondo posto nella competizione internazionale

Sono arrivati secondi gli studenti del liceo scientifico "F.Cecioni"-  in un podio tutto italiano che hanno condiviso con i colleghi di Vercelli e Napoli – alla Zero Robotics. Il contest, giunto alla sua decima edizione, è stato ideato dal Mit di Boston in collaborazione con la Nasa e vede protagonisti centinaia di studenti che, da ogni parte del mondo, si sfidano nella programmazione di particolari robot, chiamati Spheres (Syncronized Position Hold Engage and reorien Experimental Satellites), che operano nello spazio. La finale della gara, a cui gli studenti livornesi hanno assistito in collegamento, si svolge infatti in orbita, a bordo della Iss.

La sfida – Gli studenti delle diverse squadre avevano il compito di agganciare un mini satellite all'interno della stazione spaziale internazionale e sono state due le squadre provenienti dal Cecioni di Livorno a gareggiare: il team "Crab nebula" capitanato da Chiara Brugnoni e i "Proxima Centauri" di Alessio Marchetti. Tutti i componenti sono stati premiati durante la cerimonia del 1 marzo in Camera di Commercio per l'importante risultato portato a casa.

L'assessore Cristina Grieco - "Come ex studentessa del liceo Cecioni sono molto orgogliosa di essere qui oggi a porgere il mio saluto e ci tengo a sottolineare quanto sia importante l'intenso lavoro che da anni facciamo sulla formazione e sull'alternanza scuola-lavoro. E' più facile organizzare la scuola in maniera tradizionale ma il processo di crescita degli studenti, nel momento in cui si mettono alla prova, è molto più importante. Come Regione continueremo a lavorare perché gli studenti, una volta terminato il percorso di studi, possano trovare opportunità concrete sul territorio perché sappiamo che, sempre più spesso, le aziende richiedono infrastrutture formative e competenze trasversali".

E proprio le competenze trasversali sono il bagaglio più importante che gli studenti portano a casa dopo un'esperienza di questo genere. La capacità di lavorare in team e di confrontarsi con coetanei provenienti da altri Paesi in una lingua diversa dall'italiano.
"Grazie ad esperienze come questa di Zero Robotics, che vede la partecipazione di tanti soggetti diversi, possiamo finalmente ribaltare il vecchio detto meglio disoccupato all'Ardenza che ingegnere a Milano"Adesso diciamo "Meglio ingegneri all'Ardenza", ha concluso David Zolesi di Kayser Italia, azienda che ha accompagnato gli studenti durante il percorso verso la realizzazione del sogno spaziale.

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