Alla scoperta della Venezia, il quartiere più amato di Livorno

Con i suoi canali e i suoi vicoli, ricorda da vicino la nota città veneta, da cui prende il nome. E adesso è pronta a vestirsi a festa per ospitare la kermesse dell'estate più amata dai livornesi

È, senza ombra di dubbi, il quartiere più affascinante di tutta Livorno, quello che più lascia a bocca aperta coloro che giungono nella nostra città. Stiamo ovviamente parlando della Venezia, pronta a vestirsi a festa per ospitare la kermesse estiva più amata dai livornesi, quell'Effetto Venezia in grado di attirare migliaia di visitatori anche dalle città vicine. Con i suoi canali, i suoi ponticelli, i suoi vicoli e la suggestiva Fortezza Nuova sullo sfondo, è infatti impossibile non rimanerne affascinati, ricordando da vicino la ben nota città lagunare, da cui prende il nome.

Le origini

L'origine del quartiere risale agli inizi del XVII secolo, quando, intorno agli anni venti, vista l'incapacità dell'antico castello di Livorno di ospitare una popolazione via via sempre più numerosa, venne decisa la costruzione di un nuovo nucleo urbano, in grado di svolgere un ruolo di raccordo con il porto. La zona, attraversata dal celebre Canale dei Navicelli, realizzato tra il 1563 ed il 1575 per collegare Pisa con il porto di Livorno, fu progettata dall'architetto senese Giovanni Battista Santi, il quale realizzò un nucleo a prevalente valenza commerciale, costituito da magazzini e abitazioni collocate alle spalle del porto. Proprio l'esigenza di trasportare merci portò alla realizzazione di numerosi canali, ottenuti utilizzando tecniche importate direttamente dalla laguna veneta: fu così che il quartiere iniziò ad essere noto come la "Venezia Nuova".

Gli sviluppi

Nel secolo successivo la Venezia si espanse ulteriormente: sorsero infatti numerosi edifici, tra i quali i Bottini dell'Olio, antichi magazzini per la conservazione dell'olio, che oggi ospitano il Museo della Città e la Biblioteca Labronica, il Palazzo delle Colonne di Marmo, il Palazzo Huigens ed il Palazzo del Monte di Pietà, oltre a costruzioni di impronta religiosa, come la chiesa di San Francesco e quella di Santa Caterina.
Tra il Settecento e l'Ottocento furono inoltre avviati i piani per un nuovo nucleo adiacente alla Venezia, il quartiere denominato "San Marco". Ciò porto all'abbattimento della prima Porta San Marco, la quale, dopo essere stata inizialmente spostata verso il vertice della fortificazione, venne poi edificata presso la Stazione Leopolda. I lavori, tuttavia, subirono una brusca interruzione a causa di violente epidemie di colera, le quali spinsero ad interrare un tratto del canale dei Navicelli.

I bombardamenti durante la Seconda Guerra Mondiale

La Venezia, come tutta la città di Livorno, non fu risparmiata dai bombardamenti durante il secondo conflitto mondiale. Numerosi edifici andarono perduti, come ad esempio il teatro San Marco, il Palazzo Franceschi, collocato sugli scali del Pesce, ed il Palazzo dei Milanesi, che si trovava lungo via della Madonna. Tuttavia, a differenza di quanto avvenuto per altre zone della città, il quartiere è riuscito a conservare gran parte del suo aspetto originario, conservando al suo interno un ricco patrimonio artistico e culturale, anche se i segni della violenta guerra sono ancora ben oggi visibili sulla facciata della Chiesa del Luogo Pio, tesa a conservare il ricordo del momento più buio della storia recente.

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