Ultra Mirage, Lombardi quinto assoluto nel deserto: "Soddisfazione immensa"

La gara prevedeva una maratona di 100 km da percorrere sulla sabbia, tra oasi e paludi. L'atleta della Libertas Runners è stato il primo classificato a livello italiano ed europeo

Si è svolta a Tozeur, nel sud della Tunisia, la terza edizione della Ultra Mirage Djerid Marathon. Una gara sfiancante che prevede un percorso di 100 chilometri da percorrere entro 20 ore; un tragitto che da Ong Jemal va fino a Nefta, attraverso oasi, pianure, deserto e paludi. Alla manifestazione ha preso parte anche l'ultramaratoneta Marco Lombardi che è riuscito nell'impresa di classificarsi al quinto posto assoluto fermando il cronometro a 11 ore 26 minuti e 30 secondi. Il livornese è risultato primo tra gli italiani in gara e il migliore a livello europeo visto che sul podio sono saliti due atleti marocchini e uno tunisino. "Un risultato incredibile" come lui stesso ha commentato, ma che ha dietro un duro lavoro al quale l'atleta della Libertas Runners si è sottoposto negli ultimi mesi. 

Lombardi, com'è nata l'idea di partecipare a questa corsa?
"Sono stato contattato dagli organizzatori a febbraio e piano piano mi è venuta la voglia di cimentarmi con questa sfida. I miei dubbi erano legati a una tendinite che non mi faceva allenare come volevo, ma alla fine ho deciso di stringere i denti e partecipare". 

Qui il videoriassunto della gara 

Quanto è stato duro l'allenamento?
"Ho sostenuto sedute speciali sulla sabbia di Tirrenia e a Cervia. Mentre tutti gli altri erano a fare il bagno, io mi allenavo duramente. Nell'ultimo mese (la gara si è svolta il 28 settembre, ndr) sono arrivato anche a 5-6 ore di esercizio tutti i giorni, idratandomi raramente per abituarmi alle difficoltà del deserto. Sono arrivato a Tozeur tre giorni prima della competizione e nei giorni precedenti la manifestazione ho potuto svolgere qualche allenamento soprattutto per non farmi abbattere dal caldo torrido". 

Che tipo di gara è stata?
"Corro i primi 13 km su sabbia compatta, con la frescura del mattino, andando in scioltezza e senza strafare. Tuttavia intorno al km 22 mi accorgo di aver imboccato la strada sbagliata ma, senza perdere troppo tempo, riesco a riprendere il gruppetto degli atleti di testa. Non ho la stessa fortuna dopo il secondo check point visto che sbaglio nuovamente percorso e questa volta percorro 6 km in più. Il tratto più duro è stato al 35esimo km quando è iniziata la cosiddetta 'death route' composta da sabbia finissima nella quale sprofondi fino alle ginocchia. La fatica però non si fa sentire e riesco a recuperare posizioni quando mancano poco più di 40 km all'arrivo. Mantengo un buon ritmo e giungo al traguardo stremato, sfiorando di pochissimo il podio". 

Marco Lombardi al traguardo

Alla fine però è stata una bella soddisfazione.
"Sicuramente. Sono arrivato quarto assoluto nella classifica maschile e sono stato il migliore a livello italiano ed europeo. Al traguardo ho provato un'emozione indescrivibile nonostante la stanchezza, ma ho avuto la forza di sventolare la bandiera italiana e la sciarpa del Livorno". 

L'arrivo al traguardo di Marco Lombardi

Ha delle dediche particolari da fare?
"Sicuramente alla mia patria, a tutti i livornesi e a tutti quelli che mi hanno seguito. In particolar modo ringrazio il mio amico Enrico Maggiola, il mio sponsor di integratori Inkospor, il Centro di Medicina dello Sport Salus Itinere, la Sogese Srl, Giosport, il mio fisioterapista Simone Piacquadio, il mio nutrizionista Querci Jacopo e, ultima ma non per importanza, la Libertas Runners". 
 

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