Calciomercato Livorno, l'addio di Valiani: "Il mancato rinnovo? Nessun rancore. Porterò tutti nel cuore"

Il centrocampista ha lasciato gli amaranto dopo due anni e mezzo per ritornare alla Pistoiese: "La salvezza di quest'anno è stato un qualcosa di inimmaginabile"

Dopo Diamanti, un altro dei pezzi da 90 che ha contribuito alla salvezza del Livorno in serie B nella stagione 2018-2019 lascia gli amaranto. Francesco Valiani, il cui contratto era in scadenza, non avendo trovato l'accordo con la società, ha infatti deciso di ritornare laddove tutto era cominciato: alla Pistoiese, sottoscrivendo un contratto di due anni con la squadra della sua città natale. Una scelta di cuore quella dell'ex numero 7 amaranto che, tuttavia, non dimentica il Livorno con il quale, da gennaio 2017 a giugno 2019, ha disputato 88 partite per un totale di 5 reti e 14 assist. 

Valiani, partiamo da un bilancio di questi due anni e mezzo?
"Sicuramente molto positivo. I primi sei mesi in C purtroppo non siamo riusciti a centrare l'obiettivo ma negli altri due campionati abbiamo ottenuto dei grandi risultati. Quest'anno poi per come si era messa è stato fatto un vero e proprio capolavoro". 

Il suo futuro poteva essere ancora amaranto invece è tornato alla Pistoiese. Come mai?
"Finito il campionato ho staccato un po' la spina e dopo ho voluto capire le intenzioni della società che ha fatto le sue valutazioni. Io avevo capito che la proposta che mi era stata fatta era forzata e non 'spontanea': dopo tanti anni nel mondo del calcio ormai hai capito come funzionano certi meccanismi. Ma non porto rancore, perché capisco anche che offrire un rinnovo a un 39enne non sia mai facile. Con la Pistoiese è stato diverso, mi ha voluto a tutti i costi passando settimane intere a contattarmi. Inoltre non potevo dire di no al mio cuore". 

Riavolgiamo il nastro della sua esperienza a Livorno e torniamo ai quarti di finale playoff 2016-2017: a Reggio Emilia lei ha avuto sui piedi il pallone della vittoria...
"Non sapete per quanto tempo ci ho pensato. Sicuramente potevo fare meglio, ma il primo istinto mi ha detto di scartare il portiere e provare a tirare. Se sulla linea non ci fosse stato quel difensore...". 

Poi l'anno dopo è arrivata finalmente la promozione. 
"Sono sceso in C con l'intento di tornare nuovamente in B e così è stato. Abbiamo fatto un girone di andata dove non si perdeva mai. Poi c'è stato il ko nel derby col Pisa e la squadra nel girone di ritorno non ha saputo ripetere quanto fatto nella prima parte di stagione. Ma credo che sia normale così, considerato quanto avevamo faticato. Il bilancio totale alla fine è stato molto buono visto che è arrivata comunque la promozione". 

Decisiva la vittoria nel derby di ritorno contro il Pisa?
"Sicuramente ci ha dato una spinta in più. La partita arrivava in un momento cruciale e noi non stavamo attraversando un buon periodo. I neroazzurri erano lanciati e credevano di poter attaccare la prima posizione. Noi stiamo stati bravi a non cedere psicologicamente e la vittoria è stata più che meritata". 

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Quest'anno è arrivata una salvezza quasi miracolosa.
"Abbiamo vissuto almeno 3-4 stagioni in una e abbiamo fatto un grande sforzo fisico. La partenza non è stata delle migliori e in molte partite non meritavamo di perdere. Poi c'è stata una svolta ed è stato sicuramente un campionato dalle mille emozioni". 

Quando avete capito che ce l'avreste fatta?
"La partita di Foggia ha dimostrato la nostra forza e poi vincere a Verona ha aumentato la nostra consapevolezza. A Padova abbiamo giocato con un po' di tensione, ma avevamo anche un orecchio su quanto accadeva negli altri campi". 

La vittoria del Cosenza a Salerno è stato un regalo inaspettato?
"Io non me ne sono neanche accorto. Avevo appena messo a letto mia figlia e mi sono addormentato anche io. È venuta a svegliarmi mia moglie dicendomi il risultato finale e non ci credevo". 

Nell'ultimo campionato si è scoperto anche esterno destro.
"Ci avevo già giocato per necessità e mi sono proprio divertito in quella posizione. Mi sono trovato bene e ho voluto dimostrare a questi ragazzi che ci si può adeguare un po' a tutto nel mondo del calcio e credo che questa sia una qualità che gli allenatori apprezzano". 

Stagione 2019-2020, oltre a Valiani il Livorno riparte senza Diamanti. Sorpreso?
"Di sicuro non mi sarei aspettato questo epilogo. Chiunque abbia visto il Livorno giocare la scorsa stagione sa dell'importanza di Alino. Poi io ho un debole verso di lui quindi il mio pensiero è condizionato. Tuttavia bisogna rispettare la scelta di società e mister che può piacere o meno. Il tecnico si è assunto una certa responsabilità e ora sono curioso di sapere come imposterà la squadra che comunque rimane di grande valore". 

Il suo saluto a Livorno?
"Ringrazio veramente tutti. Dai tifosi fino ai miei ragazzi che li abbraccio calorosamente. Quest'ultima stagione la porterò sempre con me perché tutti abbiamo dato qualcosa in più. Anche chi ha giocato meno come Gori, Porcino o altri quando sono stati chiamati in causa hanno dato un contributo prezioso. Siamo tutti cresciuti molto e abbiamo formato un bel gruppo che spero rimanga tale". 

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