Salvezza Livorno, il pagellone di fine campionato

Gli amaranto hanno conquistato un'incredibile salvezza senza passare dai playout: un capolavoro di Breda che passa dai piedi di Diamanti e dalla solidità del gruppo

Due campionati in uno. Sì, perché la stagione del Livorno può essere divisa nettamente in due parti: la prima da incubo, con una squadra che sembrava destinata ad una malinconica retrocessione, la seconda invece da applausi, con una lenta ma costante risalita che ha permesso agli amaranto di evitare addirittura i playout. Un mutamento che ha inevitabilmente riguardato anche i singoli giocatori, alcuni dei quali sono stati autori di una metamorfosi radicale, passando dall’essere oggetti misteriosi all’affermarsi come pezzi pregiati ambiti sul mercato.

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Portieri

Mazzoni sv: giudizio sospeso in attesa di quello del tribunale. Sulla sua stagione pesa enormemente la sospensione per doping scattata dopo la positività nei controlli post-Lecce: fino ad allora il suo era stato un campionato caratterizzato da buone prove ma anche da alcune ingenuità, come l’espulsione rimediata nella gara di andata con il Perugia. Purtroppo resta questa macchia, almeno fino alla sentenza: un caso che comunque ha rischiato di compromettere il campionato del Livorno e che rischia di mettere dine alla sua carriera. Peccato, l'avventura con il Livorno avrebbe sicuramente meritato un finale ben diverso. 

Zima 7: una sorpresa. Arrivato a Livorno dopo stagioni trascorse sulle panchine di Perugia e Genoa per fare il secondo a Mazzoni, il portiere ceco, dopo la sospensione di Luca, si è trovato improvvisamente ad essere titolare, difendendo i pali di una formazione a serio rischio retrocessione. Ma Lukas si è fatto trovare pronto, giocando con serenità e dimostrando di poterci stare. Il rigore parato a Foggia è stato probabilmente decisivo per le sorti del campionato.

Difensori

Albertazzi 5: ingaggiato ad agosto dopo aver destato buone impressioni durante un provino, ha dovuto presto fare i conti con nuovi, continui problemi fisici. Qualche presenza ad inizio stagione, senza però mai convincere.

Boben 6,5: arrivato a gennaio tra mille perplessità, il suo impatto non è stato dei più positivi, faticando nelle prime uscite. Poi, con l’infortunio di Bogdan, ha trovato con costanza la maglia da titolare e il suo rendimento è lievitato di settimana in settimana. L’unico acquisto della sessione invernale di mercato che ha portato il suo contributo.

Bogdan 7,5: incredibile la metamorfosi del croato. Il difensore lento, impacciato e sempre preso d’infilata nei primi mesi del campionato è poi diventato un muro su cui gli avversari, puntualmente, finivano per sbattere. Le gare con il Lecce sono l’emblema del suo doppio campionato: erroraccio nella gara di andata che ha spalancato le porte della seconda rete ai pugliesi, gol da cineteca in terra salentina dopo aver percorso palla a piede metà campo. Un fastidioso infortunio accusato a marzo durante le pause per le nazionali lo ha poi messo sfortunatamente ko.

Dainelli 5,5: prime settimane da film horror, con errori su errori che hanno fatto rumoreggiare non poco il pubblico del Picchi. La gara interna con il Perugia il punto più basso della stagione, poi, con l’arrivo di Breda, il suo rendimento si è elevato, fino ad un fastidioso infortunio che lo ha messo out per numerose settimane. Tornato titolare nelle sfide con Verona e Carpi, ha fornito il suo contributo, dimostrando di non aver giocato una vita in Serie A per puro caso.

Di Gennaro 7,5: diciamocelo chiaramente, quando fu acquistato in estate tutti pensavamo che fosse destinato a fare la riserva, subentrando solamente nei casi di emergenza. Invece l’ex Renate si è imposto come una delle colonne della retroguardia della squadra prima di Lucarelli e poi di Breda, aumentando ulteriormente il proprio rendimento quando è stato spostato al centro della difesa a tre. Rivelazione.

Eguelfi 5: arrivato a gennaio dopo aver messo insieme appena una presenza nella prima parte di stagione con la maglia del Verona, non ha dato un grosso aiuto alla causa, malgrado qualche opportunità dal primo minuto.

Gasbarro 5,5: stagione sofferta per il buon Andrea. Reduce da un lungo infortunio che lo ha reso indisponibile nelle prime gare di campionato, ha fatto poi fatica a trovare spazio, giocando solo ad intermittenza e con prestazioni al di sotto delle sue enormi qualità. Un giocatore comunque su cui poter fare affidamento nella prossima stagione.

Gonnelli 7: sliding doors. Praticamente mai impiegato nella prima parte di torneo, a gennaio voleva cambiare aria, pronto a intraprendere una nuova avventura in Romania. Poi Breda lo ha convinto a restare e lì, per Lorenzo, è stata la svolta: presa la maglia da titolare dopo l’infortunio di Dainelli, non l’ha più mollata, con prestazioni sempre più che positive e trovando anche il gol contro il Benevento.

Marie-Sainte sv: per il giovane difensore francese solo pochi minuti in campo.

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Centrocampisti

Agazzi 8,5: signori, siamo di fronte a un giocatore vero. Deludente nelle prime giornate, il suo rendimento ha subito una decisa impennata con l’arrivo di Breda e con il passaggio dal 3-5-2 al 3-4-1-2. Un centrocampista completo, che pressa e contrasta, che ruba palla e riparte. In prestito dall’Atalanta, riuscire a trattenerlo ancora a Livorno sarebbe un vero colpo di mercato.

Diamanti 9: immenso. È lui il trascinatore di questa squadra, mettendosi alle spalle il prestigioso passato per indossare l’elmetto e dare battaglia in ogni partita e su ogni campo. La classe, poi, non si discute, come dimostrano i capolavori contro Benevento e Palermo. Spente a maggio le 36 candeline, è forse ancora uno dei mancini più spettacolari presenti nel nostro calcio: averlo in B è un lusso.

Fazzi 5: una delle delusioni della stagione. Impiegato con buona continuità, commette spesso ingenuità clamorose, come quelle che hanno portato al rigore di Benevento e all’espulsione di Lecce. Inevitabile che nelle ultime settimane abbia perso il posto.

Kupisz 5: arriva nella sessione di mercato invernale e il suo primo impatto è positivo, ma con il trascorrere delle settimane, lentamente, si spegne.

Luci 8: il capitano non delude mai. Quando la barca sembra vicina al naufragio, è lui il primo a fissare gli ormeggi; quando c’è da esaltarsi, è lui il primo a dare l’esempio. Solido, concreto, una diga in mezzo al campo che non sembra accusare il trascorrere degli anni. Uno di quei giocatori che deve chiudere la sua carriera con la maglia amaranto cucita sulla pelle.

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Porcino 6,5: una delle poche note liete sotto la gestione Lucarelli, perde il posto con l’arrivo sulla panchina di Roberto Breda, salvo poi riguadagnarsi la maglia con sudore e tenacia. Ingenuità colossale a Cittadella, quando si becca tre giornate di squalifica per un insulto al direttore di gara, ma le qualità ci sono e il piede è di quelli interessanti: su di lui si può contare anche per l’anno prossimo.

Rocca 6: non un titolare, ma sempre pronto e utile quando chiamato in causa. Tanta corsa e tanto dinamismo, il suo contributo in mezzo al campo è stato prezioso. Mette il suo timbro nella fondamentale vittoria con la Salernitana.

Salzano 5: sostituisce di fatto il partente Bruno a gennaio, ma rimane un oggetto misterioso. Subito a segno su rigore contro il Cosenza, poi sparisce.

Soumaoro sv: appena tre gettoni in stagione per lui.

Valiani 8: sembra che a ottobre faccia 39 anni, ma all’anagrafe devono aver commesso un errore: impossibile correre così a quell’età. Eppure “ciccio” ha macinato la fascia avanti e indietro per tutta la stagione, facendo invidia a molti ventenni. Professionista esemplare, Spinelli in passato ha dichiarato di volergli prolungare ulteriormente il contratto: se ce ne fosse bisogno, la penna per firmare la passiamo noi.

Attaccanti

Canessa 6: dalla primavera a titolare in Serie B. Questa la parabola vissuta dal giovane livornese, che ha debuttato dal primo minuto nella gara interna con il Foggia, fornendo anche un assist a Diamanti.

Dumitru 5: acquisto che, alla resa dei conti, ha portato poco. Inizia bene guadagnandosi un rigore con il Cosenza e fornendo l’assist per il gol vittoria di Raicevic con il Venezia, poi scompare.

Giannetti 7: parte abbastanza bene e nel girone di andata mette a segno cinque reti, poi, complice qualche guaio fisico, sparisce dai radar e quando riappare lo fa nella maniera peggiore possibile, fallendo un clamoroso rigore nel recupero della gara di Foggia,. A quel punto chiunque sarebbe sprofondato in una crisi di autostima, ma non Niccolò, che con carattere ha rialzato la testa, trovando tre reti nelle ultime tre giornate e consegnando di fatto la salvezza al Livorno.

Gori 7: trova pochissimo spazio, ma il suo contributo è decisivo. Il gol di Perugia è buono solo per le statistiche, la doppietta di Foggia è invece vitale per le sorti del torneo: senza quelle reti, oggi il Livorno non starebbe festeggiando la permanenza in B.

Murilo 5,5: difficile dare una valutazione sul brasiliano. È un attaccante e ti aspetti i gol, che invece arrivano solamente a Carpi e a Verona, ma il suo apporto in fase di non possesso è sempre prezioso: forse è proprio per questo che Breda ha insistito tanto su di lui, giudicandone prezioso il lavoro tattico svolto.

Raicevic 6,5: non è certo un bomber, ma il suo contributo, alla fine, riesce a darlo. Forte fisicamente, bravo nel far salire la squadra e utile nel creare spazi per i compagni. Vedesse anche maggiormente la porta…

Club manager

Protti 10: dieci perché quella maglia sarà eternamente sua, indipendentemente da chi la indossi. Dieci perché c'è sempre, dieci perché è il primo a metterci la faccia nei momenti di difficoltà, dieci perché la sua presenza nello spogliatoio è un'arma in più per la formazione amaranto. Il futuro ora è un'incognita, ma pensare a Igor lontano da Livorno risulta impossibie.

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Allenatori

Lucarelli 5: come i punti che ha totalizzato in panchina. Purtroppo la sua stagione è stata fallimentare. Un po’ di sfortuna in alcune gare, ma questo non basta a giustificare un avvio shock di campionato. Un’esperienza che avrà però sicuramente aiutato Cristiano a crescere.

Breda 9: un capolavoro, quasi un miracolo. Quello messo insieme dal tecnico trevigiano è pazzesco: presa una squadra già considerata da molti spacciata, è riuscito a dare nuova linfa e nuove certezze agli amaranto, protagonisti di una seconda parte di stagione a ritmi da playoff. Da confermare subito, senza se e senza ma.

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Presidente

Spinelli 6: l’obiettivo, alla fine, è stato raggiunto, ma quanta sofferenza. Il Livorno ha rischiato di pagare il mancato investimento su un attaccante di valore, con la parentesi Kozak da dimenticare. A gennaio acquisti per lo più sbagliati, ma il cammino compiuto nella seconda parte di torneo dimostra che la squadra, in fin dei conti, non era così male come si pensava a dicembre.

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