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Mi manchi come un concerto, la scritta che ha fatto il giro del web "cancellata" dalla pubblicità

Realizzata da Gabriele Milani e resa virale dalla foto artistica di Francesco Luongo, è stata coperta dai cartelloni pubblicitari. "Quella scritta è per tutti quelli che lavorano nell'ombra"

"Non c'è niente che sia per sempre". Figuriamoci la street art, per sua natura effimera e passeggera, destinata a fare bella mostra di sè per poi rischiare di scomparire. È quello che accaduto alla famosa scritta "Mi manchi come un concerto" realizzata dall'artista Gabriele Milani, fotografata da Francesco Luongo e condivisa praticamente da chiunque sul web. Ieri 3 febbraio, a pochi giorni dalla sua comparsa su un cartellone alla Rotonda d'Ardenza, la magia è svanita insieme alle parole scritte con la bomboletta spray e, al suo posto, sono comparsi manifesti pubblicitari di uno storico negozio di biancheria cittadino. Una affissione in piena regola che tuttavia non è passata inosservata agli occhi dei tanti estimatori di quell'opera d'arte che, seppure per pochi giorni, ha fatto il giro d'Italia passando di bacheca in bacheca, da Elisa a Tiziano Ferro, da Motta a Vasco Rossi fino a tutti i più famosi live club della penisola.

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Francesco Luongo: "La scritta non esiste più ma ormai è negli occhi di tutti"

"È stato Gabriele Milani a dirmi che la scritta era stata rimossa - racconta il fotografo Francesco Luongo -, ma non credo sia un problema perché ormai è entrata negli occhi di tantissimi e credo che ci resterà a lungo". Come è giusto che resti, e venga anzi approfondita un'importante questione sollevata sui social dagli addetti ai lavori della musica dal vivo. "La condivisione selvaggia di questa foto ha puntato i riflettori su una contraddizone reale - continua Luongo -, il fatto cioè che tutti hanno 'abbracciato' e fatto propria questa fotografia, ma prima della pandemia molti concerti, soprattutto quelli piccoli o medio-piccoli, soffrivano per la poca partecipazione. La questione mi sta particolarmente a cuore perché sono un musicista da quasi vent'anni ormai e ho vissuto la musica da musicista, da ascoltatore e da organizzatore di piccoli eventi e fotografo ai live. Sono problematiche che magari riguardano meno i grandi nomi, ma che mettono in difficoltà chi vive realtà più piccole e cerca di investire nella musica live con impegno e passione".

"All'estero ad esempio - continua Luongo - c'è una cultura maggiore e molto più interesse verso la musica. Mi è capitato di suonare spesso in Germania, Svizzera, Islanda,  dove non mi conosceva nessuno ma c'era grande attenzione verso la musica anche nei piccoli club. Ora è normale sentire la mancanza di tutto ciò che non possiamo fare, ma la mia non vuole essere una polemica quanto piuttosto una spinta a mantenere vivo questo entusiasmo anche quando le cose si potranno fare davvero. E faccio mia la frase di Toto Barbato: 'Quella foto è bellissima, però quando sarà finita questa pandemia veniteci davvero ai concerti!'".

"Il Covid ci sta togliendo una parte di vita - scrive Gabriele Milani a corredo del video -. Per me i concerti sono come le finali dei mondiali, sono condivisione, perché ti ricordi dove e con chi sei e restano ricordi indelebili della propria vita. La musica è libertà, è emozione condivisa, è empatia. La mia scritta è dedicata ai cantanti, musicisti, tecnici, organizzatori ma soprattutto a tutti coloro che per farci divertire lavorano nell'ombra e sono un patrimonio nazionale che deve essere tutelato". E che speriamo di poter rivedere all'opera al più presto.

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