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Coronavirus, no alle app: autocertificazione solo cartacea

Le applicazioni su smartphone, come chiarito dal ministero dell'Interno, non permettono alle forze dell'ordine di acquisire il documento in formato originale

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L'autocertificazione da portare con sé durante gli spostamenti, che dopo il decreto emanato dal governo lo scorso 9 marzo per contrastare l'emergenza Coronavirus rimangono consentiti solamente per esigenze lavorative, situazioni di necessità e motivi di salute, deve essere necessariamente cartacea. Questa, come erroneamente riportato da alcuni organi di stampa, non può essere sostituita dall'applicazione per smartphone, la quale è in contrasto con le prescrizioni vigenti. L'autocertificazione, come sottolineato dal ministero dell'Interno, deve infatti essere firmata sia dal cittadino sottoposto al controllo sia dall'operatore di polizia, previa identificazione del dichiarante. Questa, inoltre, deve essere acquisita in originale dall'operatore che effettua il controllo, così da poter poi effettuare le successive verifiche. L'utilizzo di servizi non ufficiali e autorizzati da autorità pubbliche per la compilazione del modello di autodichiarazione, infine, espone potenzialmente l'utente sotto il profilo del rispetto della propria privacy.

Coronavirus, come scaricare il modulo di autocertificazione per gli spostamenti

I dati contenuti nel modello consentono infatti di rivelare non soltanto la frequenza e la tipologia dello spostamento dell'individuo, ma anche le ragioni - personali e riservate - che giustificano lo spostamento e che possono ricollegarsi ad informazioni sensibili quali lo stato di salute, le esigenze personali e le circostanze lavorative.

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