Venerdì, 25 Giugno 2021
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Nuovo Dpcm | Mercati chiusi nel weekend, Confesercenti: "A rischio migliaia di posti di lavoro, ricorreremo al Tar"

Il presidente di Anva, Andrea Briguglio: "Scelta incomprensibile e grave distorsione della concorrenza. Si abbia il coraggio di prendere altre decisioni"

foto d'archivio

Nell'ultimo Dpcm approvato dal premier Giuseppe Conte è stata disposta la chiusura, nei weekend, dei mercati anche nelle zone gialle. Una decisione pesantemente criticata da Confesercenti Livorno che si schiera in difesa dei lavoratori che rischiano di subire un violento contraccolpo con queste nuove misure: "Troviamo incomprensibile questa scelta - spiega Andrea Briguglio, presidente di Anva (Associazione nazionale venditori ambulanti) Confesercenti -: si tratta di luoghi del commercio che si svolgono principalmente all'aperto e per i quali già da tempo sono state elaborate soluzioni per far rispettare i protocolli di sicurezza ed evitare affollamenti. Se non si torna indietro si faranno saltare migliaia di attività e centinaia di migliaia di posti di lavoro".

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"Un provvedimento punitivo, quello inserito nel nuovo Dpcm, anche perché queste attività sono di fatto le uniche a subire limitazioni - continua Briguglio -: lo stop alle medie e grandi strutture di vendita, pure previsto nelle versioni preliminari del testo, è infatti improvvisamente sparito notte tempo. Se il problema è il rischio di assembramento, qualcuno ci deve spiegare perché le attività di distribuzione commerciale al di fuori dei centri commerciali, anche quelle di grandissime dimensioni che registrano migliaia di clienti ogni giorno, sono considerate sicure, mentre i banchi extralimentari dei mercati all'aperto sono, invece, ritenuti pericolosi".

"Si tratta di una grave distorsione della concorrenza, che non possiamo accettare - spiegano ancora da Confesercenti -: sono disposizioni al di fuori di ogni logica e che per questo vanno corrette al più presto. In caso contrario, ci troveremo costretti a ricorrere al Tar o a prendere in considerazioni altre forme di protesta perché, così com'è, il provvedimento assesterà un colpo insostenibile a queste imprese, che realizzano oltre il 50% del proprio fatturato proprio nelle giornate di sabato".

"Lanciamo un appello anche ai governatori delle Regioni, perché intervengano nei confronti del governo e con provvedimenti diretti per evitare questa grave ingiustizia - conclude Briguglio -. Nelle regioni non rosse, come la nostra Toscana, si abbia semmai il coraggio di far chiudere tutti la domenica (alimentari e non) ma di lasciare le imprese (tutte, alimentari e non) libere di lavorare fino al sabato pomeriggio".

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