Tradizione, piatti tipici e cultura: la vecchia Cantina Avvalorati riemerge e diventa "Il covo"

Sede storica dell'ormai scomparsa sezione nautica, nel Dopoguerra vi si alternarono calzolai e sfollati. Adesso il nuovo input grazie all'impegno di Ernat Mica e Federico Sportiello: "Ci abbiamo messo impegno e coraggio"

Dopo 60 anni senza vedere la luce del sole, torna a vivere un pezzo di storia della città di Livorno. Quello legato alla vecchia cantina che un tempo fu della sezione nautica Avvalorati e che adesso, grazie all'impegno e al coraggio di alcuni ragazzi, tornerà a splendere sotto l'insegna "Il covo". Un locale dove si respirerà la tradizione livornese della cucina, in uno degli scorci più suggestivi di Livorno, ovvero sotto il ponte che introduce alla Fortezza Nuova, esattamente dove i battelli dei turisti partono per il giro nei fossi.

Qui, grazie al lavoro dei soci Ernat Mica e Federico Sportiello, con la collaborazione di Mirco Marinelli (curatore eventi) e Simone De Vanni, meglio conosciuto come "Il Bocca", si assaggeranno piatti tipici della tradizione culinaria livornese, respirando cultura a 360°, con una serie di iniziative finalizzate proprio alla promozione culturale del territorio. "Una scommessa difficile in questo periodo - dicono i soci -, considerato che le navi da crociera per il momento non arrivano e i turisti sono pochi. Ma abbiamo avuto coraggio e ci crediamo fortemente. L'idea è di collaborare con Livornosailing che si occupa dei giri in battello, e organizzare una sorta di galleria dove chiunque potrà esporre quadri, foto e quant'altro. Vogliamo dare un nuovo spazio alla cultura".

Cantina Avvalorati, una storia centenaria 

cantina ernat il covo  (5)-2

L'apertura de "Il covo" è prevista per mercoledì 24 giugno e a raccontare quel locale che trasuda storia è Carlo Braccini, appassionato della storia di Livorno e del mondo remiero. "La cantina negli anni Venti era sede del rione Avvalorati - racconta Braccini -, mentre nel Dopoguerra fu occupata da un vecchio garibaldino che la adibì a laboratorio di calzolaio. Nel tempo cambiò proprietario e passò ad una donna di nome Rosina che lavorava le acciughe e le metteva sotto sale. Quindi arrivarono gli sfollati che abitavano nelle baracche all'interno della Fortezza Nuova e che la usavano come magazzino per l'attrezzatura da pesca".

Ernat Mica: "Vogliamo far riscoprire uno degli angoli più suggestivi di Livorno"

cantina ernat il covo  (4)

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Poi l'abbandono fino al progetto di Ernat Mica e Federico Sportiello. "Abbiamo deciso di lanciarci in quest'idea circa tre anni fa - spiga Ernat Mica -, passavo sempre davanti a quel posto per andarmi ad allenare poco più in là, nella cantina del San Jacopo, e tutte le volte, trovandolo chiuso, non capivo come mai una cantina in una posizione così bella, accanto alla Fortezza Nuova, non fosse sfruttata. Quando l'abbiamo presa, era messa davvero male: con tanto sudore e fatica l'abbiamo ristrutturata e rimessa a nuovo. L'idea è quella di far vedere ai turisti un angolo suggestivo della nostra città. È un bel passo di questi tempi, abbiamo avuto coraggio, ma siamo sicuri che col tempo i nostri sforzi verranno ripagati".

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