Frida Misul, il diario della prigionia in mostra al Museo della città

Giornata della Memoria 2019: la copia manoscritta del diario resterà in città fino al 3 febbraio accanto ad alcune fra le più tragiche ma insieme coraggiose e vitali testimonianze della scrittrice

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LivornoToday

Dopo la cerimonia di consegna al teatro Goldoni da parte della comunità ebraica al comune di Livorno, la copia manoscritta del diario di Frida Misul si trova al Museo della città, dove può essere visionato fino al 3 febbraio. Il documento, uno dei primissimi memoriali di donne ebree deportate e autrici di racconti autobiografici, è esposto al Museo della città nella sezione "Il secondo Novecento", come testimonianza, preziosa e insostituibile delle atrocità passate e quindi monito per l'umanità. Un diario della prigionia che a buon diritto può essere inserito nelle collezioni civiche per “raccontare” un periodo drammatico della nostra storia. Accanto al diario sono esposte in un'apposita teca alcune fra le più tragiche ma insieme coraggiose e vitali testimonianze di Frida Misul (Livorno 1919-1992) appositamente consegnate al Museo per questa occasione dalla comunità ebraica di Livorno. Si tratta di lettere, documenti e fotografie della sua esperienza nei viaggi di deportazione. Il materiale documentativo rimarrà esposto fino a domenica 3 febbraio (prima domenica del mese con ingresso gratuito ai musei). 

Per informazioni: 
Museo della Città, telefono 0586.824551 (da martedì a domenica con orario 10-19); 
email: museodellacitta@livorno.it.

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