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Disagio giovanile, i ragazzi della Scopaia e della Leccia scrivono al sindaco: "Valorizzare i nostri quartieri"

La lettera di un gruppo di giovani dopo gli ultimi episodi di violenza nella zona, tra cui l'aggressione a don Gregorio Baryn che spiega: "Bisogna sapere asoltare i bisogni dei giovani". Il dibattito in commissione consiliare

La questione dei giovani e del disagio generazionale amplificato dalle costrizioni dovute alla pandemia sono stati gli argomenti al centro della seduta congiunta delle commissioni consiliari Quinta e Ottava tenutasi lo scorso lunedì 22 febbraio. Lo spunto per il dibattito è venuto anche da una lettera scritta al sindaco Salvetti da un gruppo di ragazzi e ragazze dei quartieri Scopaia e La Leccia, su impulso del viceparroco della parrocchia Santissima Annunziata, don Gregorio Baryn, che a gennaio era stato vittima di un'aggressione da parte di alcuni giovani soltanto per aver chiesto loro il rispetto delle norme anti-covid.

Nella lettera, indirizzata al sindaco Luca Salvetti, i ragazzi chiedono alle istituzioni di valorizzare gli spazi verdi della Scopaia e della Leccia con giochi per bambini e adolescenti, istallare gazebo e panchine coperti per i giorni di pioggia, adibire l'edificio dell'ex misericordia alle attività rivolte ai ragazzi, sistemare i campi di pallavolo e di calcio all'interno della parrocchia. Viene inoltre segnalata la necessità di attivare corsi di formazione professionale e prevedere la possibilità di svolgere il servizio civile in parrocchia.

Don Gregorio Baryn: "Fondamentale ascoltare i bisogni dei ragazzi"

In collegamento video, Don Gregorio ha voluto sottolineare come il gruppo autore della lettera sia composto dai ragazzi della sua parrocchia e da alcuni "ragazzi del muretto", come li ha definiti, ovvero i giovani che vivono e frequentano i quartieri della Scopaia e de La Leccia. "Le risse tra ragazzi ci sono sempre state - ha detto il viceparroco - e la pandemia ha sicuramente esasperato alcune situazioni di disagio economico, sociale e culturale che sono presenti nella città di Livorno. È fondamentale l'ascolto dei ragazzi e dei loro bisogni, soprattutto di quelli meno inclini ad aprirsi e con maggiori problemi familiari. Servono spazi di aggregazione - ha concluso don Gregorio - e la presenza almeno una volta la settimana di uno psicologo a cui potremmo dedicare un locale della parrocchia".

Maggiore spesa per i giovani, polo culturale e consiglio studentesco: le proposte della giunta

Data la complessità e l'importanza della seduta congiunta erano presenti l'assessore al Sociale Andrea Raspanti e la vicesindaco Libera Camici. "La devianza è solo la punta dell'iceberg di un disagio giovanile tipico del nostro tempo, che è stato aggravato dalla pandemia - ha affermato Raspanti. - Gli adolescenti hanno ragione a lamentarsi perché sono i più sacrificati a livello di welfare visto che il 60% di esso è dedicato agli anziani a livello cittadino e l'80% a livello nazionale. È necessario prevedere un percorso sull'ambiente fisico in cui vivono i giovani, creando situazioni abitative e lavorative decorose e su quello culturale, coinvolgendo le famiglie che rappresentano spesso l'aspetto più critico del problema" ha concluso Andrea Raspanti ricordando la corrispondenza tra il numero dei giovani in carico ai servizi sociali e quelli sottoposti al servizio penale.

"Abbiamo stanziato 30mila euro per sviluppare le competenze professionali per i Neet, i giovani che né studiano né lavorano - ha aggiunto Libera Camici sottolineando le iniziative attivate dall'amministrazione comunale per rendere i giovani protagonisti della co-progettazione degli interventi nei quartieri. "Potremmo realizzare nella zona del Cisternino un polo culturale dove possano incontrarsi e lavorare - ha detto la vicesindaco -. Vogliamo inoltre creare un Consiglio studentesco che possa riunirsi in Comune, così da permettere un maggior dialogo e ascolto ai bisogni dei giovani".

Disagio giovanile, il dibatito in commissione: spazi, strutture e attività

La questione degli spazi per i giovani è stata al centro dell'intervento di Stella Sorgente, presidente del gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle che ha proposto di dedicare il Cage, che è del Comune, ad attività diurne così come il centro anziani de La Leccia "che può diventare un laboratorio di dialogo intergenerazionale. Inoltre in villa Corridi si potrebbe allestire uno spazio con pannelli mobili su cui i giovani potrebbero realizzare murales".

"Bene il lavoro della parrocchia della Scopaia - ha detto il consigliere del Pd Salvatore Nasca - ma l'ascolto deve esserci anche da parte del Comune. Bisogna creare una rete tra amministrazione comunale e associazioni per progettare la rivitalizzazione dei quartieri. Per i ragazzi che compiono atti criminosi dobbiamo ricordarci che punire col carcere porta a una recidiva del 70%, mentre è solo del 20% per chi viene sottoposto a una pena alternativa"."Punire è necessario ed educativo - ha invece affermato Andrea Romiti (FdI) - bisogna allontanare gli elementi che possono portare sulla cattiva strada gli altri. Sollecitato dalle famiglie di alcuni bravi ragazzi del quartiere ho denunciato il rapper Devasto, che realizza video musicali a La Leccia con pistole e spinelli diffondendo messaggi negativi. Inoltre non è accettabile che adolescenti bastonino un parroco e tirino molotov, non deve prevalere la legge del più forte" ha concluso Romiti ricordando poi le scene di guerriglia avvenute a La Leccia a dicembre.

Invitata a parlare la dottoressa Anna Amendolea, direttrice del Servizio sociale per i minorenni per la Toscana del Dipartimento di giustizia minorile, ha affermato come "a Livorno non si possa parlare di bande criminali di adolescenti come avviene a Milano. I ragazzi chiedono ascolto, e la comunità tutta deve puntare sulla loro responsabilizzazione, coinvolgendoli nella co-progettazione della rinascita dei quartieri, favorendo il dialogo intra e inter generazionale. Questo è utile a eliminare anche lo stigma per quei giovani che commettono dei reati".

Il consigliere Carlo Ghiozzi (Lega) ha chiesto al Comune di trovare strutture in tutta la città da dedicare ai giovani, "in particolare puntare sulle associazioni sportive e di volontariato per far riscoprire i valori positivi". Prevedere un arredo urbano dedicato allo sport dei giovani è stata la proposta di Eleonora Agostinelli (Pd) "sarebbero utili anche corsi di teatro che hanno un grande valore sociale".

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