Movida, la lettera dei comitati di quartiere: "I controlli proseguano anche dopo la fine della pandemia"

I cittadini chiedono l'intervento di sindaco e prefetto: "Rispettiamo la salute pubblica, serve più vigilanza"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LivornoToday

Riceviamo e pubblichiamo integralmente una lettera dai comitati di quartiere in merito alla gestione della movida post Covid-19.

Ci rivolgiamo al sindaco e prefetto, e a tutti quei cittadini che vogliono tutelare la salute pubblica, a quelli che vogliono vivere in una città dove siano rispettate le leggi della buona convivenza, dove la libertà di ciascuno finisca dove va a ledere i diritti dell’altro, dove i principi costituzionali siano rispettati. Siamo molto coinvolti personalmente, dispiaciuti e consapevoli di quanto questa nuova ondata pandemica stia mettendo in pericolo tante vite e in una crisi profonda tutta la nostra economia e a rischio tanti posti di lavoro. La modalità di "stop and go" (ferma tutto e poi lascia andare tutto liberamente) è stata dannosa, anche per Livorno, e ora tutti ne subiamo le conseguenze, sia chi è stato ligio alle regole di prevenzione, sia chi ha vissuto non rispettandole affatto.

In seguito all'aggravarsi della situazione imposta dal Covid, nei quartieri maggiormente interessati da assembramenti e disturbo della quiete pubblica, abbiamo visto ristabilita la legalità e il ripristino delle norme, in termini di rispetto delle regole e convivenza civile. Ci auguriamo che non sia stata solo una eccezionalità. Ci auguriamo che, a emergenza finita, speriamo presto, sia avvenuta una presa di coscienza collettiva, riguardo i danni che una gestione della vita pubblica diurna e notturna, accomodante e permissiva, possa provocare.

Vogliamo parlare qui in specifico, di quella vita notturna rumorosa, fatta di assembramenti urlanti di persone ubriache che con urla, cori e risse, disturbano la quiete pubblica, e spesso compiono atti vandalici, come abbiamo visto in Venezia, Borgo e Antignano. La vita notturna di per sé non è certo da condannare e le attività di ristoranti e locali che rispettino le regole e lavorino nel rispetto di leggi, dei regolamenti e del prossimo, non solo non sono in discussione, ma risentono anche loro di questo lassismo e permissivismo. Pensando ai cittadini corretti e rispettosi, ai gestori che stanno alle regole, e vogliono lavorare tranquillamente, chiediamo che da subito, alla riapertura di ristoranti e pub, che ci auguriamo prestissimo, si pensi a garantire, nei luoghi di movida, un servizio di vigilanza, anche con la presenza delle forze dell'ordine, se necessario, e che comportamenti incivili, molesti e violenti, non siano più permessi, a tutela di tutti, dei cittadini e dei locali con la loro clientela. Forse Prefetto e Sindaco, che sono apparsi soddisfatti del loro operato in Venezia, negli ultimi week-end, (prima della chiusura serale) avranno compreso che ristabilire le regole e la legalità, avvalendosi anche delle forze dell'ordine, non è impopolare, non è fare gli sceriffi, ma aver cura della sicurezza e, in questo caso, della salute dei propri cittadini e, conseguentemente, tutelarne la possibilità lavorativa.

Facciamo questo appello adesso, per riflettere insieme, istituzioni e tutti quei cittadini che hanno a cuore la salute, la propria vita, la gioventù, i propri anziani e la rinascita della città di Livorno. Un invito a non ripetere gli errori fatti in estate e in questi mesi, a non essere così permissivi, a vedere per tempo quanto i comportamenti fuori dalle regole di civile convivenza, del rispetto degli altri e della prevenzione anti-covid, abbiano messo a rischio la salute e, ora, conseguentemente, anche il lavoro di noi tutti. Un invito a non restare indifferenti alle richieste dei cittadini, che da luglio hanno puntualmente segnalato criticità nei loro quartieri, chiesto incontri con l'amministrazione, hanno elencato problematiche, hanno scritto e protocollato, fiduciosi.

La libertà è un principio sacro e ha il proprio confine dove inizia il diritto dell'altro. Questo è un principio semplice, alla base della civile convivenza, in tutti i settori, che va ricordato, e fatto rispettare, anche con controlli e sanzioni. Nell'ottica dei nostri gruppi ecosolidali, siamo ben disponibili a trovare soluzioni, che diano spazio alla cultura e alla creazione di luoghi di incontro sia ricreativo che culturale, in ogni quartiere. Pensando alla vivibilità e a stili di vita sani, vera prevenzione, sia dei giovani che degli adulti e bambini a livello di prossimità, sarebbe fondamentale l'individuazione di centri polivalenti di quartiere, che offrirebbero uno spazio fisico che contribuirebbe ad evitare la migrazione forzata verso un unico polo di attrazione.

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