Nuovo dpcm, Confesercenti contro le chiusure: "Prima gli aiuti alle imprese, poi i divieti"

La presidente provinciale, Maristella Calgaro: "Conosciamo gli effetti devastanti del lockdown, parziale o totale che sia. Per questo servono subito soldi prima delle restrizioni"

Neanche il rempo di annunciare le nuove misure anti Covid contenute nel dpcm del 25 ottobre ed ecco le prime proteste delle associazioni di categoria maggiormente interessate - e danneggiate - dai provvedimenti decisi dal governo. Secondo Confesercenti, le nuove disposizioni per il contenimento del Covid-19 causeranno a livello nazionale un'ulteriore riduzione di circa 5,8 miliardi di euro di consumi delle famiglie. "L'ennesimo colpo per commercio, turismo e somministrazione - spiega la presidente Confesercenti provinciale di Livorno, Maristella Calgaro - che potrebbe causare, nella nostra provincia, la chiusura di altre centinaia di attività, aggravando le cessazioni di impresa previste quest'anno. In particolare per la ristorazione, bar e pubblici esercizi: è un colpo mortale, un colpo per centinaia di imprese e lavoratori dipendenti. Un vero massacro".

"Questa volta non ci sono alibi - continua Calgaro -. Conosciamo gli effetti devastanti del lockdown sulla platea delle attività che saranno chiuse totalmente o parzialmente per decreto: i 70 giorni di chiusura delle attività del commercio, turismo e servizi nella nostra provincia sono costati la perdita del 60% di fatturato e un altro colpo, le nostre imprese, non lo reggeranno".

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"Sono necessarie scelte non dettate solo dall'emergenza o dall'onda emotiva di queste ore, ad esempio su trasporti, scuola ed economia, ma equilibrate e mirate ad evitare un tracollo economico e sociale - spiega ancora Calgaro -, mantenendo sotto controllo il sistema sanitario, perché la tutela sanitaria di ogni cittadino è la priorità, ma coniugarla con scelte che non distruggano l'economia è la vera sfida. Come Confesercenti, abbiamo chiesto e chiederemo con forza e in tutte le sedi possibili, che per tutte queste imprese, entro poche ore, arrivino veri e proporzionati contributi di ristoro e dopo, solo dopo, i divieti. Questa volta - conclude la presidente di Confesercenti -, per le imprese del commercio, turismo e servizi, già pesantemente provate da mesi difficilissimi, non ci può essere altra versione accettabile: per noi, per in nostri dipendenti, per le nostre famiglie, per le nostre imprese".

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