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Unicoop, nel carrello della spesa il sostegno alle donne e ai bambini vittime di violenza

Comprando una bottiglia di olio marca Coop, l'azienda donerà uno ai centri antiviolenza di Toscana, Lazio e Umbria. L'iniziativa a partire dal prossimo 25 novembre

Le cooperative di consumo del distretto tirrenico si uniscono alla battaglia contro la violenza sulle donne. È infatti iniziata nei giorni scorsi la raccolta fondi Unicoop per sostenere i centri antiviolenza accreditati in Toscana, Lazio e Umbria che, attraverso sportelli di ascolto, servizi, case rifugio e di seconda accoglienza, ogni giorno mettono al sicuro e aiutano le donne e i loro bambini a uscire dalla spirale della violenza.

Il meccanismo della raccolta fondi, che si concluderà il prossimo 25 novembre in concomitanza con la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza sulle donne, rende protagonisti i consumatori con le loro scelte durante la spesa: sono infatti i prodotti a finanziare il contributo per i centri. In tutti i punti vendita di Unicoop Firenze, Unicoop Tirreno, Coop Centro Italia e Unione Amiatina per ogni bottiglia di olio extravergine di oliva Coop 100% italiano acquistato, 1 euro sarà dunque devoluto al progetto. A Livorno, nello specifico, la somma raccolta sarà destinata all'associazione Ippogrifo.

Violenza di genere, la campagna di sensibilizzazione

Ma oltre al sostegno economico ai centri antiviolenza, le cooperative si impegnano per sensibilizzare tutti i cittadini rispetto al tema della violenza di genere e per diffondere le modalità per chiedere aiuto per le vittime. Visto che i supermercati sono luoghi della quotidianità, frequentati da tutti, possono anche aprire una porta sulla libertà per tante, troppe, donne che vivono in situazioni di violenza e di abusi. Questo il principio alla base delle iniziative di sensibilizzazione delle Cooperative.  

Così, dal 13 al 25 novembre tutti gli scontrini riporteranno l'indicazione del 1522, il numero di telefono unico antiviolenza e stalking, promosso dalla presidenza del consiglio dei ministri - dipartimento per le Pari Opportunità. Il numero, gratuito da fisso e da cellulare, è attivo 24 ore su 24 e accoglie con operatrici specializzate le richieste di aiuto e sostegno delle vittime di violenza e stalking.

Nardini: "Regione impegnata nel promuovere la cultura del rispetto"

"Voglio ringraziare le cooperative di consumo del distretto tirrenico per questo rinnovato impegno contro il drammatico fenomeno della violenza di genere - afferma l'assessore regionale Alessandra Nardini -. Un impegno importante, perché questa battaglia deve coinvolgere tutte e tutti, e attraverso la copertura territoriale garantita dell'adesione di Unicoop Firenze, Unicoop Tirreno, Coop Centro Italia e Unione Amiatina, si riusciranno a raggiungere davvero tantissime persone, sensibilizzandole su questo tema, promuovendo la conoscenza del numero antiviolenza 1522 e sostenendo il preziosissimo lavoro dei centri antiviolenza. Per quanto riguarda Regione Toscana continuiamo, con ancora maggiore determinazione, ad impegnarci nel destrutturare gli stereotipi di genere a partire dalle giovani generazioni, promuovere una cultura di rispetto e parità e combattere qualsiasi forma di discriminazione, disuguaglianza e violenza".

"Le Cooperative di consumo toscane sono al fianco dei centri antiviolenza e di tutte le realtà che in Toscana sono impegnate per contrasto alla violenza di genere - le parole di Irene Mangani, vicepresidente Legacoop Toscana -. Per il 25 novembre 2021 hanno deciso di dare la possibilità a tutti i soci e clienti di far sentire la loro vicinanza ai centri antiviolenza, semplicemente facendo la spesa. Grazie al contributo che le cooperative doneranno alle associazioni, infatti, queste potranno ampliare o potenziare nuovi servizi e le vittime avranno più opportunità per sfuggire alla violenza. Insieme all'aiuto economico, le Cooperative promuoveranno la diffusione del numero unico antistalker 1522, che resta lo strumento principale per chiedere aiuto. Anche in questo caso, lo leghiamo al momento della spesa, un'attività quotidiana e che, come spesso ci riferiscono dai centri, resta uno dei pochissimi momenti di libertà delle donne vittime di violenza. Invitiamo tutti a rendere questa iniziativa il più partecipata possibile".

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