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I Mayor Fon Vrinzius (foto d'archivio)

I Mayor Fon Vrinzius (foto d'archivio)

Disabilità e teatro, Giannini: "Interrotto un percorso virtuoso, la pandemia ha compromesso anni di lavoro"

Il professore interviene sul momento difficile attraversato da alcuni dei suoi ragazzi dei Mayor Von Frinzius con la chiusura dei teatri: "Non avevano più paura di niente, adesso sono tornate alcune fobie"

Da 25 anni Lamberto Giannini, professore di storia e filosofia, con la sua compagnia Mayor Von Frinzius realizza spettacoli teatrali con ragazzi e ragazze affetti da disabilità intellettive. Anche per loro, tuttavia, le quinte si sono chiuse interrompendo un percorso virtuoso: "Il teatro non è solo il luogo in cui si crea bellezza, sul palco chiunque può narrare se stesso ed esprimere tutta la propria fantasia - afferma Giannini -. La pandemia globale ha impattato fortemente sui membri della compagnia: i nostri attori e le nostre attrici non avevano più paura di nulla, abbiamo affrontato platee come quella di Domenica In e del Teatro Sistina. In pochi mesi di virus abbiamo perso anni di lavoro, molti hanno smarrito l'autostima, la capacità di socializzare, sono riapparse fobie che erano state superate proprio col lavoro teatrale".

I nostri attori e le nostre attrici non avevano più paura di nulla, in pochi mesi di virus abbiamo perso anni di lavoro

Da fine novembre è stato avviato un laboratorio emotivo all'interno del centro diurno O.A.M.I. con piccoli gruppi di 6-8 persone. "Non sono prove teatrali, ma un lavoro per lasciar esprimere le emozioni ai nostri ragazzi e ragazze. Abbiamo preventivamente fatto tutti un test sierologico e condotto una valutazione del rischio. Adottiamo le misure necessarie come il distanziamento di almeno due metri e l'uso di mascherine FFP2. Purtroppo la metà dei membri della nostra compagnia non partecipa, alcuni perché fortemente preoccupati dalla pandemia, altri perché tornati fortunatamente a lavorare o impegnati con altre attività", dice Giannini.

Siuski in terrazza

Erika: "Mi mancano le emozioni sul palco e rivedere gli amici"

Tra le protagoniste della compagnia Mayor Von Frinzius c'è Erika Bonura, 26 anni. La sindrome di down non le ha mai impedito di raggiungere con caparbietà i propri obiettivi: dopo il diploma in Scienze umane ha iniziato a lavorare in una scuola materna come educatrice a cui ha aggiunto il lavoro serale in un pub.

"Del teatro mi mancano le emozioni che provo quando salgo sul palco e la vicinanza con gli amici che ormai vedo sempre meno". Erika si consola con qualche ricordo: "In uno spettacolo con Paolo Ruffini ho interpretato Jessica Rabbit, il ruolo che mi è piaciuto di più", dice alla vigilia della partenza per Milano, dove sabato 19 dicembre, nell'ormai abituale appuntamento natalizio, ha registrato insieme all'attore e regista livornese e ad altri ragazzi della compagnia lo spettacolo Up & Down. "Una bella giornata per cinque dei nostri attori", aggiunge Giannini.

Coronavirus, gli effetti della pandemia dietro le quinte dei Mayor Von Frinzius

Margherita Oliva è la mamma di Erika, come molti genitori è preoccupata: "Nei mesi scorsi ha avuto problemi a dormire, è spaventata per il contagio e si lamenta con le persone che indossano male la mascherina". Anche per Erika la chiusura delle attività ha portato un'interruzione della crescita personale: "Dal teatro sono venuti benefici immensi, sia a livello di linguaggio, sia di gestione delle emozioni e dei rapporti sociali, l'autostima è cresciuta e la gioia quando si preparava per gli spettacoli era commovente", afferma Oliva. Erika, tra l'altro, non è potuta rientrare a lavoro, e con pub e teatri chiusi si sente isolata dal mondo. "Noi genitori proviamo a tenere vivo il loro entusiasmo, ma si sentono esclusi dalla realtà che si sono costruiti negli anni e questo produce molta sofferenza".

"La salute pubblica riguarda anche la salute mentale - conclude Lamberto Giannini -, ma di questo argomento il governo sembra essersi scordato. Gli effetti psicologici della pandemia, amplificati anche dall'infodemia, hanno già prodotto un effetto negativo su tutta la società, non solo sui disabili".

(foto in pagina Cristiano Colombi)

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