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ph.di S. Bongi Toma Coez live

ph.di S. Bongi Toma Coez live

"The Cage is not open", per la prima volta dopo 18 anni il "teatrino" non apre a ottobre

I titolari del tempio cittadino della musica live fanno sapere di non avere in programma la consueta apertura autunnale. "Non sappiamo quando potremo ricominciare a fare musica, il The Cage non può esistere con distanziamento e mascherine"

"Dopo 18 splendidi e intensi anni, questo primo weekend di ottobre non coinciderà con l'apertura stagionale del nostro spazio, non potremo quindi urlare The Cage is Open". Comincia così il lungo comunicato dei titolari del "Teatrino", locale che più di altri racconta l'identità della città. Punto di riferimento per giovani e giovanissimi è, da quel 18 ottobre 2002, il tempio della musica dal vivo. "La settimana che precede l'apertura l'abbiamo sempre passata ad allestire il Teatrino con un nuovo disegno luci e video, sistemando il giardino e rendendolo anno dopo anno sempre più accogliente e pulito - spiegano Toto Barbato e Mimmo Rosa, soci fondatori del The Cage -. Questa settimana, invece, la stiamo passando a scrivere queste righe e vi possiamo assicurare che non è per niente facile".

Sì, perché quest'anno il palco da cui sono passati negli anni Coez, Gazzelle, Modena City Ramblers, Cosmo, Motta, The Zen Circus, Ermal Meta, Shellac, Calcutta, Frah Quintale, Willie Peyote, Pinguini Tattici Nucleari, Bandabardò, Diodato, Mahmood, Max Gazzè, Nada, Bobo Rondelli e tanti altri artisti non si accenderà come di consueto ai primi di ottobre, momento in cui i ragazzi, appesi al chiodo costume e infradito, tirano fuori il giacchetto e in motorino raggiungono il The Cage.

Barbato: "Quando riapriamo?" Per adesso non sappiamo rispondere"

"Per 18 anni tutti gli spazi che ci hanno ospitato sono stati riempiti prevalentemente di musica ma sono stati saturi anche di tanti abbracci, baci e di tanto sudore - continunano Barbato e Rosa -. Non riusciamo infatti a immaginare il Teatrino con sedie e mascherine, sottoposti ai rigidi protocolli anti covid e soprattutto con un distanziamento che andrebbe esattamente nell'opposta direzione della nostra mission, l'aggregazione giovanile e la voglia di conoscersi".

E alla domanda che in tanti continuano a fare "Quando riaprite?", per adesso Toto Barbato non sa rispondere. "A tutti i ragazzi e le ragazze, a tutti i genitori, i nonni, i nostri dipendenti, a quelli che vengono ai concerti e quelli che vengono soltanto a ballare, rispondiamo semplicemente che non lo sappiamo. Non dipende da noi e, molto probabilmente, non dipende nemmeno da voi o da chi governa. Esiste un'emergenza sanitaria e gli assembramenti, soprattutto quelli al chiuso, sono assolutamente vietati e pericolosi". Il The Cage, da sempre crede fermamente nella Scienza, quella con la S maiuscola, e siamo sicuri che grazie alla Scienza usciremo da questo incubo - prosegue Barbato -. Grazie alla ricerca troveremo un vaccino o una cura che possa mitigare i sintomi e allenti la pressione sul sistema sanitario. Grazie agli studi biostatistici ogni giorno capiamo sempre più come questo maledetto virus si muove ed ogni giorno siamo sempre più bravi ad anticiparlo".

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(Gazzelle live al The Cage)

"Senza il The Cage Livorno è una città più povera e insicura"

La speranza, quindi, è quella di riaprire quanto prima. "Il Teatrino è pronto, lo stiamo curando come se ogni settimana possa essere quella buona, con la consapevolezza che potremmo dover attendere almeno la prossima primavera, cancellando di fatto un intero anno di lavoro e concerti come se non fosse mai esistito". "Un brutto sogno durato troppo - dice ancora Barbato - ma che per fortuna finirà al risveglio".

La promessa adesso, non potendo festeggiare il diciottesimo compleanno del teatrino, è quella di poter regalare ai tanti amanti della musica bella un ventennale da ricordare. "Una festa che rimarrà nella storia di Livorno - le parole dei soci -. Vi abbracciamo tutti quanti, anche quelli più pallosi che non ci hanno mai sopportato, ma che ora si stanno rendendo conto che una città senza di noi Livorno è una più città grigia, noiosa e sicuramente più insicura. Conosciamo bene il nostro valore, i grandissimi artisti che sono arrivati a Livorno grazie al nostro impegno, i numeri di pubblico che contano alcune centinaia di migliaia di presenza in otto mesi da tutto il centro Italia. Conosciamo l'impatto economico e lavorativo che abbiamo sul nostro territorio. E possiamo affermare che il prossimo inverno Livorno sarà più povera, sotto ogni punto di vista.  Ma noi saremo sempre alla finestra, pronti a ridare alla città questo spazio, non appena questo incubo sarà archiviato, sicuri che le istituzioni saranno al nostro fianco perché il Cage siamo tutti noi"

"Bauli in piazza": anche il The Cage sarà in piazza Duomo a Milano il 10 ottobre

Un periodo difficile da affrontare consì come sarà per altre realtà della penisola. Anche per questo il The Cage parteciperà all'iniziativa "Bauli in Piazza" e sarà presente il 10 ottobre 2020 a Milano in piazza Duomo, dove si svolgerà un grande evento silenzioso per denunciare la crisi che sta attraversando in Italia il mondo della cultura e dello spettacolo. "Ci saranno professionisti e aziende del settore, accompagnati dai loro bauli - concludono Rosa e Barbato -: un modo incisivo per rendere visibile il lavoro dei professionisti dello spettacolo e la loro forte passione. Bauli in Piazza ha appena lanciato un video che sprigiona sul web una luce rossa a illuminare il nostro mondo. Scorrono immagini e dati che fanno luce, appunto, su cosa rappresenta il mondo degli eventi e su quello che sta attraversando. Ci saremo anche noi, non potevamo mancare"

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