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Trasporto pubblico, sindacati (Filt-Cgil) contro Ctt Nord: "La dirigenza ha svalutato il capitale umano"

Dopo la lettera di ringraziamento dell'azienda, i dipendenti reclamano i propri diritti: "Basta anteporre le logiche del profitto alla nostra salute". Atteso un incontro tra dirigenti e lavoratori

Neppure una settimana fa la lettera con cui l'amministratore delegato di Ctt Nord, Alberto Banci, e il presidente, Giuseppe Gori, ringraziavano a nome dell'azienda tutti i dipendenti per tutto ciò che stavano facendo, continuando durante la pandemia a garantire un servizio essenziale per il Paese. Complimenti che non sembrano certo essere stati graditi da una parte di lavoratori, rappresentati sindacalmente da Filt-Cgil, che a distanza di cinque giorni rispondono con un comunicato in cui si rivendicano diritti negati

Filt-Cgil: "Ctt ha peggiorato la qualità della vita dei suoi dipendenti"

"Da tanto, troppo, tempo vi è una condizione conflittuale tra lavoratori e Ctt Nord - dicno da Filt-Cgil -. Siamo stati privati di un contratto di secondo livello dal 2013  e a nulla sono valsi decine di incontri e ore di trattativa. La dirigenza di Ctt Nord ha avuto come unico obbiettivo il raggiungimento del massimo profitto, senza prendere mai veramente a cuore la qualità del servizio reso e soprattutto, svalutando all'inverosimile il proprio capitale umano. Sfruttando tutti i cavilli di legge e le carenze contrattuali, Ctt Nord ha peggiorato costantemente la qualità della vita, non solo lavorativa, ma anche privata, dei propri dipendenti".

"Ci hanno detto vagabondi mentre i soci si dividevano gli utili"

"Prova ne sono - continuano i sindacati - l'allungamento dei nastri lavorativi, la riduzione o azzeramento dei pochi contributi agli enti 'sociali' presenti nelle aziende storiche (Cral e "Cassine"), l'incertezza constante della possibilità di fruire delle ferie (anche quando richieste con mesi di anticipo) e la possibilità di fruire degnamente del pasto. E ultimo ma non per ultimo, una riduzione sostanziale degli stipendi e una marcata ma soprattutto perpetua differenziazione salariale tra lavoratori che svolgono la stessa mansione. Siamo stati tacciati da vagabondi, assenteisti, disfattisti. Il tutto mentre i soci di Ctt Nord si dividevano per anni, utili milionari".

"Non ci siamo mai tirati idietro, neppure nei momenti più difficili"

"Da marzo stiamo affrontando, con il resto del mondo, questa terribile pandemia, legata al Covid - si legge nel comunicato -. Ci sono state imposte ferie forzate e cassa integrazione. Ci è stato chiesto, come servizio essenziale, di prestare anche nei momenti più difficili della pandemia, la nostra opera lavorativa. E così abbiamo fatto. Affrontando non solo il rischio di un infezione, ma anche le difficoltà quotidiane che questa situazione ha comportato (bere un caffè caldo, trovare un bagno). Senza mai tirarci indietro".

"Chiediamo rispetto, la nostra salute prima del profitto"

"Durante questo periodo, più volte, Presidente e Amministratore Delegato di Ctt Nord si sono rivolti a Noi chiamandoci 'Cari Colleghi', per elogiarci dell'operato svolto e questo, a fronte della realtà aziendale che abbiamo descritto, suona come una beffa piuttosto che come un complimento. Oggi purtroppo la situazione sanitaria sta nuovamente peggiorando. Stiamo da mesi richiedendo che almeno ci sia riconosciuta la possibilità di usufruire di un pasto certo e dignitoso. A breve vi sarà un incontro tra i delegati sindacali e l'azienda. Auspichiamo che, se veramente Noi siamo per la dirigenza di Ctt Nord dei Colleghi, ci trattino col dovuto rispetto, anteponendo finalmente la nostra salute alle logiche del profitto che fino ad oggi sono state in questa azienda applicate".

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