Sabato, 31 Luglio 2021
Attualità La Leccia / Via del Vecchio Lazzeretto

#UltimoConcerto, anche il The Cage partecipa alla campagna social promossa dai live club italiani

Una foto e due date: quale di apertura e il 2021, probabile anno di chiusura di tanti locali. Una protesta silenziosa ideata per attirare l'attenzione su un un settore estremamente penalizzato a cui ha aderito anche il club di via del Vecchio Lazzeretto

Oltre novanta sale da concerto hanno pubblicato simbolicamente sui profili social, nella giornata di ieri 28 gennaio, un'immagine con un punto interrogativo e due date, quella di apertura del club e l'anno 2021 che, per tanti, potrebbe rappresentare la data di chiusura definitiva. Una protesta silenziosa -  come silenziosi sono da un anno ormai tutti i teatri e le sale di musica live -  denominata #Ultimoconcerto, campagna social promossa da KeepOn Live, Arci e Assomusica, con la collaborazione di Live DMA, per accendere un faro sullo stato di salute del settore della musica dal vivo bloccato dall'inizio della pandemia.

THE CAGE-3

Una campagna a cui ha partecipato anche il The Cage, in prima fila a sostegno di un'azione simbolica, ma molto significativa. Nell'immagine pubblicata, oltre al logo dell'associazione, compaiono l'anno di nascita e il 2021 a suggerire un possibile anno di chiusura. E così la facciata d'ingresso del The Cage Theatre, in via del Vecchio Lazzeretto a Livorno, si presenta rigorosamente serrata, con un grande punto interrogativo sul portone d’ingresso; in alto si legge "2002-2021?", ovvero l'anno di nascita del club rock labronico e quello attuale, su cui pende una grande incognita in merito alla ripartenza o meno dell'attività. In basso l'hashtag (#ultimoconcerto) dell'iniziativa nazionale.

Quando sarà L'Ultimo Concerto? c'è forse già stato?

"Quando parliamo di live club - si lege nel comunicato degli organizzatori della protesta silenziosa - dobbiamo pensare anzitutto a un insieme di strutture da mantenere, a uno staff composto da numerose persone che investono energie e impegno costanti per offrire una proposta legata alla musica contemporanea di qualità. Parliamo di spazi che si trovano oggi in una situazione di assoluta emergenza, senza alcuna certezza sul futuro e sulla effettiva possibilità di riuscire a superare questa lunga fase di crisi. Parliamo di palchi che negli anni hanno ospitato e cresciuto artisti di ogni genere, compresi quelli che oggi vengono acclamati negli stadi e nei grandi festival nazionali e internazionali e di spazi che hanno formato le figure professionali più affermate e riconosciute di questo settore".

"Sale concerto e live club sono fucine di cultura - si legge ancora nel comunicato -. Luoghi che permettono ai musicisti di esprimersi, di creare e diffondere arte, di incontrare il pubblico. Ben lontano dall'essere meri punti di ritrovo, queste realtà si distinguono dai tanto discussi protagonisti della movida per la loro capacità di veicolare aggregazione e socialità creat?iva e sicura nei territori. Sono spazi che, nella maggioranza dei casi, sono rimasti in rigoroso e rispettoso silenzio da ormai un anno".

Gli aderenti all'iniziativa che, sotto ai punti interrogativi, hanno voluto mostrare le loro facciate sono tantissimi: da nord a sud, dai più piccoli ai più grandi, ci hanno messo la faccia. Alcuni sono punti di riferimento storici per intere generazioni, altri sono nati di recente, ma tutti rappresentano i centri di aggregazione per grandi eventi o piccoli spazi che danno vita alla socialità locale e, insieme, stanno mandando un segnale forte che attraversa il Paese.

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