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Ultimo concerto, anche Bobo Rondelli e gli Zen Circus restano in silenzio: "Obbligati in questa situazione, rivogliamo la nostra vita"

Gli artisti, così come altri cantanti nel resto d'Italia, non si sono esibiti rispetto a quanto annunciato. I locali di tutto il Paese, The Cage compreso: "Questa è la nostra situazione da un anno"

È stato pubblicizzato per settimane come un mega evento, con numerosi artisti in diretta streaming in contemporanea in circa 130 club sparsi per tutta Italia. Invece ieri chi si è collegato alle varie pagine social dei locali che avevano aderito all'iniziativa ha trovato davanti solamente un muro nero di silenzio: gli artisti infatti sono rimasti fermi, senza esibirsi come precedentemente annunciato. Già perché la volontà degli organizzatori di "Ultimo concerto" era proprio questa: nessun live, ma solamente riportare all'attenzione dell'opinione pubblica il delicato momento che sta attraversando il settore della musica a causa delle restrizioni Covid. 

Discoteche, club e altri luoghi simili continuano a restare chiusi e alcuni rischiano di non riaprire più. A Ultimo Concerto avevano aderito tantissimi cantanti tra cui gli Zen Circus che avrebbero dovuto esibirsi al The Cage e Bobo Rondelli dato come ospite al Borderline di Pisa: "Vogliamo farvi capire la situazione in cui ci troviamo - scrivono gli organizzatori del flashmob -, siamo costretti alla chiusura. Vogliamo solo riprenderci la nostra vita e desideriamo essere citati come luoghi di cultura al pari di cinema e teatri. Da oggi inizieremo a parlare solo di 'prossimo concerto'". 

Il comunicato degli organizzatori di Ultimo concerto

Non vi abbiamo preso in giro. I vostri artisti non vi hanno voluto fare un brutto scherzo. Abbiamo voluto trasmettervi un messaggio. Farvi capire qual è la situazione in cui ci troviamo. Questa è la situazione dei live club, luoghi in cui abbiamo incontrato molti di voi. Da un anno, siamo obbligati al silenzio e cerchiamo di galleggiare, di preservarci per un futuro che ogni giorno sembra allontanarsi. Abbiamo voluto condividere con voi queste sensazioni e, con ancora questo sapore amaro in gola, vi chiediamo tutto il supporto e la comprensione di cui abbiamo bisogno. Un concerto senza musica non è un concerto. Un live club in silenzio non è un live club. È stato emozionante rivederli nelle varie forme, ancora una volta qui, sui nostri palchi, nelle scorse settimane. E’ stato un colpo al cuore per tutti noi avere l’occasione di riaccendere le luci, i microfoni, le casse, anche solo per poche ore. Questa era la nostra vita fino a un anno fa e vogliamo tornare a viverla. Con voi. Per farlo ora più che mai abbiamo bisogno di essere riconosciuti, di essere adeguatamente sostenuti e promossi, desideriamo essere citati come luoghi di cultura, al pari di cinema e teatri, e non scomparire nel silenzio. Grazie per la vostra partecipazione, per il vostro incoraggiamento e per la vostra presenza in questo momento che ci auguriamo possa rappresentare una svolta. Da oggi inizia per noi una nuova fase, da oggi vogliamo parlare del 'Prossimo concerto'. 

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