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Giovedì, 19 Maggio 2022
Vendita e Affitto

Affitto senza contratto, cosa rischia l'inquilino

Non solo il locatore, anche il conduttore può incorrere in sanzioni di tipo fiscale

La locazione in nero è un fenomeno abbastanza diffuso, attraverso il quale il proprietario dell'abitazione non deposita l'apposita contratto all'Agenzia delle entrate, evadendo così le imposte di registro e sui redditi. Anche l'affittuario, in questi casi, può incorrere in sanzioni di tipo fiscale una volta scoperta l'irregolarità.

Come viene stipulata la locazione in nero

Il contratto di affitto in nero viene stipulato in uno dei seguenti modi:

  • verbale: non viene messo nulla per iscritto;
  • scritto: il contratto viene messo per iscritto tra il locatore e l'inquilino, ma non viene registrato all'Agenzia delle entrate.

Esistono due tipologie di affitto in nero:

  • totale: non viene fatto registrare presso l'Agenzia delle entrate;
  • parziale: sul contratto viene scritto un importo inferiore rispetto a quello che realmente paga l'inquilino, così che il proprietario paghi meno tasse.

Quali sono i rischi per un inquilino che affitta una casa senza contratto

Chi prende casa in affitto senza però registrare alcun contratto non può rivolgersi ad un giudice nel caso in cui il proprietario non ne rispetti i diritti. Può inoltre incorrere in rischi di tipo fiscale e può ricevere una cartella esattoriale che gli impone di pagare le somme non versate: nel caso di mancato pagamento, l'inquilino rischia anche il pignoramento dei beni di sua proprietà.

Il proprietario, per mettere in regola la propria posizione, può fare il ravvedimento operoso, ovvero registrare il contratto presso l'Agenzia delle entrate, o, nel caso di affitto in nero parziale, correggere il canone inferiore dichiarato dopo il termine di 30 giorni stabilito per legge. Locatore e conduttore, in ogni caso, devono pagare delle sanzioni legate al tempo impiegato per il ravvedimento:

  • dopo 30 giorni la sanzione è pari al 6%, a cui vanno aggiunti interessi di mora e imposta dovuta;
  • dopo 90 giorni la sanzione è pari al 12%, più interessi di mora e imposta dovuta;
  • dopo 1 anno la mora è del 15% con l'aggiunta di interessi di mora e imposta dovuta;
  • dopo più di 1 anno e non oltre 2 anni la sanzione è pari al 17,14%, più interessi di mora e imposta dovuta;
  • dopo 2 anni la sanzione ammonta al 20%, a cui vanno aggiunti interessi di mora e imposta dovuta.

Se la posizione viene regolarizzata dopo la constatazione, la sanzione corrisponde al 24%, più gli interessi di mora e l'imposta omessa.

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