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Domenica, 27 Novembre 2022
Cronaca

Aamps: le banche fanno causa al Comune, Nogarin cita in giudizio Cosimi

Nel mirino le due lettere di garanzia del mutuo contratto dalla partecipata che, secondo la giunta pentastellata, sarebbero state nascoste al Consiglio dall'allora amministrazione Pd

Poco meno di un milione, per l'esattezza 817.121 euro. È quanto resta da pagare alle banche per l'estinzione del mutuo da 15milioni contratto da Aamps di cui si sarebbe fatto garante l'allora sindaco Pd Alessandro Cosimi, fimando tra il 2005 e il 2006 due lettere di patronage che obbligherebbero l'amministrazione comunale a saldare il debito in caso di mancato pagamento da parte dell'azienda municipalizzata dei rifiuti. Condizionale d'obbligo perché, secondo l'attuale primo cittadino Filippo Nogarin, quelle lettere sarebbero invece nulle in quanto mai sottoposte alla valutazione del Consiglio, come vorrebbe la normativa, né iscritte nei registri di bilancio.

Nogarin cita in giudizio Cosimi: "Vogliamo salvaguardare i soldi dei cittadini"

Risultato: il 30 novembre 2018 le banche (Banco Popolare di San Gimignano e San Prospero, facente parte del Banco Popolare di Verona e Novara, poi confluito nel gruppo Credem) hanno avviato un'azione civile nei confronti dell'amministrazione chiedendo di essere pagate, di contro Palazzo civico non intende tirare fuori un euro e "per salvaguardare i soldi dei cittadini livornesi ha deciso di chiamare in causa Cosimi citandolo in giudizio".

Nogarin: "Lettere nulle, il Consiglio non le ha mai autorizzate"

La storia è stata portata alla luce questa mattina di giovedì 11 aprile dal sindaco uscente Filippo Nogarin, con tanto di carte che dimostrerebbero le firme del suo predecessore sulle lettere di patronage che tuttavia non risulterebbero agli atti: "Quando ci siamo insediati - commenta il sindaco Nogarin - avevamo detto che avremmo aperto i cassetti della pubblica amministrazione per far emergere tutte le operazioni poco trasparenti. In questo caso, però, si erano portati via persino il cassetto".

"Non solo queste lettere di patronage firmate dall'ex sindaco non sono mai state autorizzate dal consiglio comunale, così come prevede la legge, e dunque di fatto non hanno alcun valore - prosegue Nogarin -, ma neppure sono sono mai stati iscritti questi 14,5 milioni di euro a bilancio, così come avrebbe dovuto essere. In tutto il Comune non c'è traccia degli originali di queste lettere, nonostante risultino protocollate. Noi siamo venuti a conoscenza della loro esistenza solo perché ce le ha fornite la banca che poi ci ha fatto causa".

"Vicenda triste e poco chiara"

"Ma c'è di più - aggiunge il sindaco -. Depositato in tribunale abbiamo trovato un documento firmato dall'allora segretario generale supplente, Massimo Chimenti, che certifica la validità dell'operazione. Sei giorni più tardi lo stesso Chimenti firmerà il contratto di stipula del mutuo con la banca, ma stavolta nel ruolo di amministratore delegato di Aamps".

"Questa - conclude Nogarin - è una vicenda molto triste e poco chiara, con i cittadini di Livorno chiamati a farsi garanti di un prestito di 14,5 milioni a loro insaputa. Una potenziale ricapitalizzazione mascherata che avrebbe dovuto essere approvata dal Consiglio comunale. Se non avessimo scelto la strada del concordato, questa vicenda non sarebbe nemmeno venuta a galla e il Comune si sarebbe trovato a dover far fronte a questa spesa enorme".

La cronologia della ricostruzione dei fatti secondo l'amministrazione comunale

- Il 19 maggio 2005, l'allora sindaco Cosimi firma, senza passare dal Consiglio comunale, una lettera di patronage mettendo il Comune a garanzia di un mutuo da 10 milioni di euro contratto da Aamps con la banca.

- Il 17 giugno 2005, Massimo Chimenti, nelle vesti di segretario generale supplente, firma una nota indirizzata alla banca con la quale rassicura l'isituto di credito sulla validità della lettera di patronage.

- Il 23 giungo 2005 Massimo Chimenti, a quel punto divenuto amministratore delegato di Aamps, sigla il contratto di mutuo chirografario da 10 milioni di euro con la banca.

- Il 14 luglio 2006 il sindaco Cosimi firma, sempre senza passare dal Consiglio comunale, una seconda lettera di patronage con lo stesso istituto di credito, a garanzia di un mutuo da 4,5 milioni di euro.

- Il 15 dicembre 2006 Massimo Chimenti, ad di Aamps, sigla il nuovo contratto di mutuo da 4,5 milioni di euro

- Il 30 novembre 2018, il gruppo Credem, che con l'avvio della procedura di concordato preventivo in continuità è stato inserito tra i creditori chirografari di Aamps, beneficiando così di una soddisfazione del proprio credito pari all'84%, fa causa al Comune pretendendo il pagamento del restante 16%. Interessi compresi, si tratta di 817.121.

- Il 27 febbraio 2019, il Comune di Livorno si oppone alla richiesta di Credem.

- Il 22 marzo 2019, il Comune di Livorno invia un atto di citazione in giudizio all'ex sindaco Alessandro Cosimi.

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