Trovato morto a 43 anni, la Leccia piange Alessio Morelli. Il ricordo di una volontaria Svs: "Un bravo ragazzo"

Ucciso da un malore, Alessio era sopravvissuto a un tremendo incidente 8 anni fa. Il racconto della soccorritrice che gli salvò la vita: "Diventammo amici, mi chiamava salvatrice"

Foto Facebook

Poco più di 8 anni fa, a fine novembre 2011, era sopravvissuto a un terribile incidente stradale in scooter grazie al pronto intervento dei soccorritori che lo avevano rianimato e tenuto in vita fino all'arrivo in ospedale. Giovedì 16 gennaio, invece, il cuore di Alessio Morelli si è fermato per sempre, a 43 anni, in seguito a un malore nella sua casa di via della Leccia, dove abitava da solo con l'amata canina Fly. A trovarlo sono stati gli amici e vicini di casa quando, preoccupati perché l'uomo non rispondeva alle loro chiamate, hanno aperto la porta del suo appartamento con una copia delle chiavi. Immediata la chiamata al 118 e l'arrivo di un'ambulanza della Misericordia di Livorno, con il medico che, dopo aver tentato l'impossibile per salvare la vita ad Alessio, ha dovuto purtroppo constatarne la morte.

La passione per le moto e l'amore per la sua canina Fly: la Leccia piange Alessio

Una notizia che ha colpito un quartiere intero, la Leccia, dove Alessio, 43 anni compiuti da pochissimo (era nato il 12 gennaio del 1977), era molto conosciuto. Un ragazzone al quale tutti volevano bene, con una grande passione per le moto e un amore infinito per gli animali, condiviso con gli amici e i vicini di casa con i quali spesso si trovava per far giocare Fly. Un uomo sensibile, anche troppo, noto nel mondo del volontariato, altruista e sempre pronto a dire grazie. Riconoscente con chiunque fosse pronto a far del bene, figuriamoci con chi, 8 anni fa, lo soccorse dopo quel bruttissimo incidente in via Mondolfi. Ripresosi dalla tragedia sfiorata, aveva stretto amicizia con Valentina Locarini, volontaria Svs in servizio sull'ambulanza proprio quel giorno di fine novembre 2011. 

"Ogni volta mi ricordava che ero la sua salvatrice, non smetteva mai di ringraziarmi"

"Ricordo come fosse ora quel giorno del 2011 - racconta Valentina -. Rientravamo con l'ambulanza e vedemmo una fila lunghissima in via Mondolfi: io e un'altra volontaria capimmo che c'era stato un incidente e andammo di corsa a vedere se potevamo dare una mano. Trovammo Alessio a terra, non cosciente e cominciammo subito le manovre di rianimazione in attesa dell'arrivo dell'ambulanza con il medico. Quegli attimi furono fondamentali e Alessio riuscì ad arrivare vivo in ospedale".

"Qualche giorno dopo lo cercai su Facebook - continua Valentina - perché volevo sapere come stava e da li nacque un'amicizia inattesa tra il paziente e il soccorritore. Mi scriveva per sapere com'erano andate le cose perché non ricordava niente di quel brutto giorno e io gli raccontavo tutto. Mi chiamava 'mia salvatrice' e ogni volta me lo ricordava. Alessio era un bravo ragazzo che voleva un gran bene alla sua canina Fly. Era una persona riconoscente, sempre pronto a dire grazie, altruista. Purtroppo questa volta nessuno ha potuto fare niente per salvarlo".

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