Muore in ufficio alla Motorizzazione, increduli i colleghi di Menichelli: "Anna era unica, insostituibile "

Il dolore per l'improvvisa scomparsa di Anna Menichelli, la 60enne stroncata da un malore mercoledì 8 gennaio: "Madre esemplare, impeccabile sul lavoro, di una gentilezza fuori dal comune"

Tra poco più di un anno Anna Menichelli sarebbe andata in pensione, proprio come il marito che il meritato traguardo lo aveva raggiunto tre mesi fa. E invece un tremendo malore l'ha portata via mercoledì 8 gennaio a 60 anni, poco dopo essere arrivata in ufficio, alla Motorizzazione, dove lavorava da una vita. Sempre disponibile, velocissima a risolvere problemi, Anna non diceva mai di no a nessuno: "Una donna di una gentilezza unica", dicono tutti quelli che la conoscevano, dai clienti abituali che ogni giorno andavano a sbrigare le pratiche, ai suoi colleghi che la stimavano e la consideravano un punto di riferimento. E che, invece, l'hanno vista morire nonostante il disperato tentativo di salvarle la vita. Lascia il marito e due figlie, e un profondo senso di sconforto tra gli amici e i parenti tutti.

"Madre esemplare e donna insostituibile, disponibile con tutti".

A ricordarla è Marcello Mastrocola, responsabile Funzioni Centrali Cisl-Fp di Livorno e amico di Anna. 

"Anna ci mancherà tanto. Perchè nel suo ufficio era insostituibile - dice Mastrocola -, ma soprattutto perché era una persona unica. Animo evergreen, altruista, sempre disponibile a venire incontro alle esigenze di tutti, ad ascoltare. A dispensare una battuta, un sorriso, un consiglio. A dare affetto. Madre esemplare, sempre prontissima per le adorate figlie, sempre ineguagliabile a mediare fra i colleghi nella polveriera balcanica degli uffici pubblici livornesi: la sua Motorizzazione. Sempre a tappare falle, a correggere errori vari, a smorzare toni, a confortare i colleghi nei momenti difficili. Anna dirigeva proprio il personale e sicuramente era preoccupata per le voci di un possibile spostamento a Lucca del suo ente perché anche in questo caso doveva fare da parafulmine dell'amministrazione e da confidente dei colleghi".

"Difficile dire se la presenza di un defibrillatore avrebbe potuto salvarla, impossibile individuare le cause che le hanno provocato l'infarto. Il collega che mi ha avvertito stamattina (mercoledì 8 gennaio, ndr) era in lacrime e stentava a crederci nonostante sia stato fra quelli che hanno tentato in tutti i modi di rianimarla. Increduli anche i colleghi dell'Agenzia delle Entrate che la conoscevano e lavoravano con il marito, pensionato tre mesi fa. Ad Anna sarebbe mancato poco più di un anno per la pensione, anche se nessuno l'avrebbe mai detto. Sempre indaffarata, attivissima, pronta a finire di fare una cosa e cominciarne altre due".

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"Impensabile credere a una simile tragedia, ce ne rendiamo conto solo quando succede, Siamo sotto il cielo e quando arriva il nostro momento, nessuno può esentarsi. Forse Anna avrebbe preferito poche lacrime - sarà difficile, non volercene - e un affetto eterno, da riservarle finché saremo noi stessi su questa terra. Quello si: affetto e altruismo, vicinanza agli altri, un sorriso per tutti. Le sarebbe piaciuto tutto questo, perché lei era così".

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