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Venerdì, 19 Aprile 2024
Cronaca

Trovò 175 antiche monete romane alla tenuta Bellavista Insuese, la scoperta di Alberto Cecio in una mostra al via il 5 maggio

Il tesoretto è quasi sicuramente il risparmio di un militare, i denari di argento di età tardo repubblicana sono per la maggior parte databili tra il 157-156 a.C. e l’82 a.C.

'Il tesoretto di Suese'. Si chiama così la mostra che prenderà il via venerdì 5 maggio al museo di Storia Naturale del Mediterraneo, nell'ambito della quale saranno esposte le 175 antiche monete romane trovate nel novembre del 2021 da Alberto Cecio all'interno della tenuta Bellavista-Insuese, tra Livorno e Collesalvetti, in un'area agricola e forestale di interesse naturalistico. Cecio, infatti, componente del Gruppo Archeologico Paleontologico Livornese, durante un'uscita fece una scoperta straordinaria: in una zona boschiva, dove erano stati tagliati degli alberi, trova dei resti di ceramica e alcune monete. 

Vien così subito viene avvertita la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Pisa e Livorno e, insieme ai primi oggetti, vengono recuperati anche alcuni frammenti del contenitore, una piccola olla di impasto. Nei giorni successivi, dopo un ulteriore scavo nell'area immediatamente circostante, ad opera della Soprintendenza, furono ritrovate altre monete che portarono a 175 il numero di pezzi recuperati. Si tratta di denari di argento di età tardo repubblicana, in buono stato di conservazione, per la maggior parte databili tra il 157-156 a.C. e l'82 a.C., coniati dalla zecca di Roma ad eccezione di un esemplare della zecca di Narbona. Secondo quanto emerso il tesoretto è quasi sicuramente il risparmio di un militare impegnato già nella guerra sociale e forse anche in quella tra Silla ed i mariani, il quale, una volta ritornato alla sua casa e ai suoi campi, avrebbe nascosto sotto un albero del vicino bosco i denari d'argento, che purtroppo non è più tornato a recuperare.

Le monete trovate alla tenuta Insuese

"Una scoperta eccezionale che ha necessitato di più di un anno di approfondimenti"

"L'eccezionale scoperta del tesoretto di Suese - ha sottolineato Valerio Tesi, sovrintendente Abap - avviene nell'autunno del 2021, ma la necessità di mettere subito in sicurezza l'area del ritrovamento, approfondire la ricerca e poi procedere al necessario studio scientifico del ritrovamento, ci ha portati a presentare solo oggi, a distanza di più di un anno, quanto allora rinvenuto. Grazie infatti alla preziosa collaborazione tra la Soprintendenza, il Museo della Provincia di Livorno e del Gruppo Archeologico Paleontologico Livornese, i reperti sono stati inventariati e studiati, il catalogo del tesoretto redatto e la mostra realizzata. Si tratta di un virtuoso esempio della efficace collaborazione tra enti pubblici, che coinvolge anche il volontariato culturale, grazie al quale è stato possibile giungere in breve tempo allo studio dei reperti, alla divulgazione dei risultati e all'esposizione di quanto rinvenuto”.

"Dalla scoperta di queste antiche monete – ha fatto sapere il governatore Eugenio Giani - è nata una sfida assolutamente contemporanea sul ruolo dei musei quali realtà aperte al dialogo e alla partecipazione, per rendere più vitali e più apprezzati i nostri territori. È successo grazie al Tesoretto di Suese e a tutte le persone che hanno contribuito alla realizzazione di questo progetto: ne è scaturita una mostra speciale, non allestita in un museo archeologico, bensì in uno dei grandi musei scientifici della nostra regione quale il Museo di Storia naturale del Mediterraneo. Un'intuizione felice che rafforza la mia convinzione che i nostri musei non debbano chiudersi nella conservazione delle loro collezioni ma aprirsi alla scommessa degli scambi e delle contaminazioni, in percorsi di reciproco arricchimento".

La presentazione della mostra

Scarpellini: "Una delle iniziative di maggior rilievo degli ultimi anni per il nostro museo"

"La mostra costituisce una delle iniziative di maggior rilievo di questi ultimi anni per il nostro Museo", ha dichiarato Sandra Scarpellini, presidente della Provincia. "Un evento realizzato grazie alla sinergia e alla collaborazione attiva tra Istituzioni, che valorizza la struttura di Villa Henderson come centro di produzione e divulgazione culturale. Il catalogo che accompagna l'esposizione – ha evidenziato Scarpellini - si va ad aggiungere alle altre opere realizzate dalla Provincia con il Museo del Mediterraneo, contribuendo ad arricchire una bibliografia che costituisce un valore aggiunto nella divulgazione sugli insediamenti archeologici del nostro territorio, e contribuisce a ricostruire il quadro degli accadimenti che ne hanno connotato da tempi antichissimi la storia".

La mostra archeologica resterà aperta fino al 2 luglio con il seguente orario: martedì, giovedì e sabato ore 9-13 e 15-19; lunedì, mercoledì e venerdì ore 9-13; domenica ore 15-19 e lunedi chiuso. Per informazioni 0586/266711, oppure scrivere a segreterie.museo@provincia.livorno.it. A presentare la mostra sono intervenuti Sandra Scarpellini, presidente della Provincia, Valerio Tesi, sovrintendente Abap con la funzionaria Lorella Alderighi, curatrice della ricerca e del catalogo, Anna Roselli, direttrice del Museo del Mediterraneo e Roberto Branchetti, presidente del Gruppo Archeologico Paleontologico Livornese insieme agli altri componenti del Gapl.

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