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Giovedì, 29 Settembre 2022
Cronaca

"Ancora mezzi militari e armi nel porto di Livorno", la denuncia di Usb arriva a Capitaneria e Authority

I lavoratori portuali iscritti al sindacato hanno portato avanti, per alcuni giorni, attività di monitoraggio di determinati movimenti

"Ancora mezzi militari e armi nel porto di Livorno". È questo il grido rilanciato nella giornata di ieri dalla sezione porto del sindacato Usb di Livorno, che ha pubblicato un post con tanto di alcune foto scattate in prossimità di una banchina dello scalo labronico. Una "denuncia urgente" non solo 'social' ma anche formale, visto che dal sindacato spiegano di aver inviato la segnalazione di quanto monitorato anche a capitaneria di porto e Authority. "Come Usb - hanno evidenziato - ci troviamo ancora una volta costretti a denunciare l'utilizzo del nostro scalo portuale per movimentazione di armi e mezzi militari".

"Da alcuni giorni - hanno poi aggiunto -, presso il molo Italia sud veniva segnalata la presenza di mezzi e containers militari non meglio identificati. I lavoratori portuali iscritti al sindacato hanno portato avanti, per alcuni giorni, attività di monitoraggio di questi movimenti. Contemporaneamente - hanno sottolineato - la struttura provinciale ha inviato delle segnalazioni alle autorità competenti chiedendo spiegazioni e chiedendo un intervento ispettivo urgente. Nella giornata di domenica una nave militare americana (di cui non sappiamo la destinazione) ha effettuato il carico in tutta fretta ed è immediatamente ripartita. Così - hanno specificato - ci dicono alcuni lavoratori". 

Usb Porto: "Inaccettabile che il nostro scalo sia utilizzato per queste movimentazioni, serva per aiuti umanitari e strutture mediche"

Riguardo al contenuto dei container il sindacato spiega di "non sapere che cosa ci fosse all'interno", ma "giudichiamo molto grave - hanno aggiunto - il fatto che i lavoratori impegnati sulla stessa banchina per altre operazioni di carico e scarico  (fino a venerdì era presente una nave adibita al trasporto di cellulosa) non siano stati minimamente informati. È inaccettabile che il nostro scalo sia utilizzato per movimentazioni e traffici  di armi e mezzi militari. Oltretutto in un momento in cui i venti di guerra continuano a soffiare con insistenza anche in Europa.  Una guerra - specificano - che la stragrande maggioranza degli italiani non vuole e che pagheremo e stiamo già pagando direttamente".

 "Il nostro porto - hanno proseguito -, così come gli altri in Italia, deve essere piuttosto un luogo in cui si movimentano aiuti umanitari, strutture mediche e infrastrutture per le popolazioni in difficoltà e non strumenti di guerra che servono ad uccidere altri lavoratori come noi. Usb continuerà nell'attività di monitoraggio e di denuncia all'interno del porto di Livorno. Vorremmo affrontare anche questi argomenti con tutta la cittadinanza durante l'assemblea aperta dei lavoratori dell'ambito portuale e dei delegati che si svolgerà lunedì 13 giugno dalle 17 presso la Fortezza Vecchia di Livorno. Invitiamo anche tutti e tutte a partecipare alla manifestazione di giovedì 2 giugno a Coltano". 

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