Spaccio, estorsioni e lesioni: 13 arrestati, nella banda anche due cecinesi

Operazione "White Bridge": il cuore dell'attività criminale era principalmente a Terni. Il procuratore Alberto Liguori: "Usati metodi di stampo mafioso"

È di 13 arresti, tra cui due cecinesi, e altre tre misure restrittive, il bilancio dell'operazione "White Bridge" (Ponte Bianco, come il colore del ponte di largo Frankl a Terni dove si ritrovavano i malviventi, ndr) coordinata dalla questura del capoluogo umbro in collaborazione con le questure di Livorno e Lodi, il Reparto prevenzione crimine "Umbria-Marche", l'unità cinofila di Nettuno e la polizia di frontiera di Fiumicino. 

Le indagini, avviate lo scorso autunno dalla squadra mobile, hanno permesso di smantellare una "rete criminale multietnica" che aveva fatto dello spaccio di droga l'unica fonte di guadagno, arrivando a movimentare un giro di affari di migliaia di euro al mese. Quando tuttavia i clienti non erano in grado di pagare la droga, la banda non avrebbe esitato a usare un "metodo tipicamente mafioso", come riportato dal capo della procura ternana Alberto Liguori, fatto di minacce, aggressioni, atti di vandalismo e danneggiamento (qui la notizia su TerniToday).

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Operazione "White Bridge", ecco come e dove avveniva lo spaccio di droga

Secondo quanto riportato dalla polizia, la droga, spacciata nel centro di Terni, nelle zone di Borgo Rivo e di Largo Frankl, oltre che nei luoghi di aggregazione giovanile, era di ogni tipo: hashish, marijuana, eroina, cocaina e droghe sintetiche, ed era diretta ad ogni tipo di acquirente, di ogni fascia di età. Gli spacciatori, tutti con precedenti penali, sia per reati di droga, che contro il patrimonio, come furti e rapine, che per estorsione per alcuni, hanno un'età compresa fra i 22 e i 49 anni e sono, per la maggior parte, domiciliati a Terni, tranne due che abitano a Cecina e uno a Lodi. "Da agosto 2019 a gennaio 2020 abbiamo documentato oltre cento acquisti di stupefacenti, contestando 70 episodi di spaccio e dieci tra estorsioni, lesioni ed aggressioni" ha sottolineato ancora Liguori. Dieci di loro sono stati condotti in carcere mentre per altri tre il gip di Terni, su richiesta della procura della Repubblica, sono finiti ai domiciliari. 

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Numerosi atti di estorsione e danneggiamenti

L'attività estorsiva nei confronti delle vittime, spiegano dalla polizia, si concretizzava, non solo nelle minacce, ma anche in vere e proprie aggressioni e atti di vandalismo. È emerso infatti che in un'occasione è stata danneggiata la porta dell'abitazione di un cliente "moroso" con un grosso petardo, mentre in altre, alcuni di questi sono stati obbligati a "cedere" la loro automobile o altri beni a prezzi bassissimi per onorare i debiti contratti con gli spacciatori. 

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