Pilotavano appalti nella ristorazione per oltre 300mila euro: arrestati un cecinese e altre tre persone

Operazione dei carabinieri di Vicenza che hanno scoperto un'associazione a delinquere finalizzata alla commissione di una pluralità di episodi di corruzione fra privati

Quattro persone, tra cui un cecinese di 47 anni, sono state arrestate nella mattina di oggi, martedì 28 aprile, con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di una pluralità di episodi di corruzione fra privati per oltre 300mila euro. Le indagini, iniziate nel novembre 2019, sono state portate avanti dai carabinieri del Vicenza a seguito dell'esposto presentato dal presidente di una nota azienda del territorio vicentino, la "Serenissima Ristorazione", che aveva espresso concreti dubbi circa la regolare condotta aziendale di alcuni suoi collaboratori. Su ordinanza del Gip di Vicenza, Roberto Venditti, sono finiti agli arresti domiciliari: Mattia Foffano, 44enne di Venezia, Alessandro Zinato, 43enne di Dolo (Venezia), Antonino Ivan Cocheo 36enne di Palermo, Giacomo Massini, 47enne  di Cecina. 

Secondo quanto riportato dai carabinieri, i quattro avrebbero sfruttato la fiducia della proprietà per orientare sistematicamente le procedure di aggiudicazione degli appalti privati del gruppo vicentino a favore di imprese disponibili a riconoscere al sodalizio una percentuale dell'importo del contratto di forniture di opere o servizi. Il meccanismo messo in atto, stando alle indagini svolte, prevedeva la sottoscrizione di un fittizio contratto di procacciamento d'affari con una società creata ad hoc da Foffano, intestata al padre pensionato quale prestanome, da parte di alcuni fornitori di servizi e opere. Successivamente era prevista una percentuale sull'importo del lavoro, da "devolvere" alla società quale indebita provvigione per la segnalazione.

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Altri 2 dipendenti della Serenissima, essendo responsabili dei cantieri, riferivano al diretto superiore se i lavori erano stati o meno eseguiti e soprattutto se le "provvigioni" erano state versate. Il 47 cecinese invece avrebbe funto da procacciatore d'affari, individuando le imprese a cui affidare i lavori e quindi chiedere le indebite "provvigioni". Nel corso della stessa operazione sono state denunciate anche 45 persone poiché ritenute responsabili della sola corruzione tra privati. 

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