Cronaca

Terremoto a San Vincenzo, arrestati per corruzione il sindaco Bandini e due imprenditori: 23 gli indagati

L'operazione della guardia di Finanza all'alba di martedì 9 marzo. Nel registro della procura di Livorno anche l'ex segretario comunale, il vicesindaco e due assessori in carica

Il sindaco di San Vincenzo, Alessandro Bandini

Terremoto al Comune di San Vincenzo. Nelle prime ore del mattino di martedì 9 marzo la guardia di finanza di Livorno ha notificato la misura degli arresti domiciliari al sindaco di San Vincenzo, Alessandro Massimo Bandini (53 anni), nel corso di indagini dirette dalla procura della Repubblica presso il tribunale di Livorno, giunte oggi a un punto di svolta con l'esecuzione di tre misure di custodia cautelare che, su ordinanza del gip, hanno colpito oltre al primo cittadino (in carica dal 2014 e riconfermato alle elezioni amministrative del 2019) per il reato di corruzione (contestato un atto contrario ai doveri d'ufficio nell'ambito di gare d'appalto) anche due imprenditori edili locali (entrambi di Venturina, uno del 1944 e l'altro del 1968), artefici di donazioni illegittime la cui uscita dalla contabilità aziendale è stata dissimulata tramite il pagamento di fatture per operazioni inesistenti. Per un ulteriore indagato (23 in totale, tra cui anche due assessori in carica e il vicesindaco Delia Del Carlo), ovvero per l'ex segretario comunale Salvatore De Priamo è stata invece richiesta l'interdizione dai pubblici uffici (prima dovrà sostenere interrogatorio di garanzia davanti al gip).

Appalti truccati e abusi edilizi a San Vincenzo, tra gli indagati anche l'attuale direttore generale del Comune di Livorno 

Corruzione, arrestati il sindaco di San Vincenzo e due imprenditori: le indagini   

Le indagini hanno sono partite da un esposto di un cittadino, a seguito di un permesso a costruire, rilasciato dal comune di San Vincenzo, che andava a modificare lo sky line sul fronte mare a causa della sopraelevazione e del cambio d'uso di un ex locale commerciale adibito a ristorante, provvedimento poi annullato per due volte dal Tar della Toscana perché in contrasto con le norme urbanistiche comunali. Gli inquirenti (le investigazioni sono state condotte dalla sezione di polizia giudiziaria presso la procura, aliquota GdF e PM,  e dal nucleo di polizia Economico-Finanziaria della guardia di finanza di Livorno) hanno evidenziato reiterate condotte di ritenuto abuso edilizio, agevolate da altri comportamenti delittuosi: dal falso in atto pubblico alla corruzione, alla turbata scelta del contraente negli appalti ad opera di imprenditori e funzionari.

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In particolare, in una serie di casi l'azione del comune di San Vincenzo sarebbe stata, secondo la prospettazione degli inquirenti accolta nell'ordinanza del gip, diretta ad assecondare le richieste provenienti da imprenditori che avrebbero contribuito, con varie modalità, ad assicurare per la rielezione del sindaco alle amministrative del maggio 2019 un sostegno politico e finanziario nella misura del 2/3% delle somme incassate per effetto dell'aggiudicazione di lavori pubblici.

Dall'attività di polizia giudiziaria, è quindi emersa una resilienza degli indagati alle decisioni della giustizia amministrativa, adita contro i provvedimenti contestati come illegittimi del Comune. Onde risolvere i vizi eccepiti, infatti, sarebbero state studiate strategie tendenti ad eludere la sostanza delle norme urbanistiche, tanto che lo stesso giudice per le indagini preliminari non ha escluso la compatibilità tra l'operazione urbanistica e una possibile condotta corruttiva. In altri casi, gli esponenti politici del Comune avrebbero tenuto condotte tali da far contestare loro di essere espressione di precisi interessi economici degli impresari assegnatari di lavori pubblici.

Terremoto al Comune di San Vincenzo, gli episodi contestati ai 23 indagati

Tra gli episodi di corruzione contestati, è emersa la percezione del 2% dell'importo di due appalti del valore di 775mila e 169mila euro per la realizzazione di opere pubbliche funzionali a migliorare la viabilità di accesso a un camping. Condotte che sono state ritenute connesse al finanziamento della campagna elettorale per la rielezione di Alessandro Bandini a sindaco di San Vincenzo nel 2019, e contesto nel quale l'ente pubblico ha organizzato, per auto-promozione, lo spettacolo "Miss Livorno 2018 Miss Notte Rosa", manifestazione pagata dalla società di costruzioni dei due imprenditori ora agli arresti domiciliari. In altri episodi è stato contestato il reato di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente con riferimento all'affidamento in gestione di una spiaggia attrezzata accessibile agli animali domestici e di una baracchina di proprietà comunale.

Gli accertamenti in corso, con l'esecuzione di 23 perquisizioni nelle province di Livorno (Rosignano Marittimo, San Vincenzo, Campiglia Marittima e frazione Venturina, Castagneto Carducci, Bibbona e Piombino), Firenze (Pontassieve), Grosseto (Follonica) e Roma, saranno di ausilio all'approfondimento di ulteriori ipotesi di condotte delittuose, riguardanti altri esponenti del comune di San Vincenzo e altri privati imprenditori.

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